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ECONOMIA | 08 aprile 2021, 17:00

CNA in Prefettura, Pirali: "Continuiamo a vigilare e siamo sempre a disposizione delle imprese" VIDEO

Per l'occasione è stato presentato uno studio dettagliato sullo stato attuale delle imprese biellesi. Pirali: "La Prefettura ha accolto le nostre richieste e ha garantito il suo impegno nel trasmettere la nostra causa a Roma"

cna prefettura

Foto e video Newsbiella

"Mattinata importante quella di oggi per CNA Biella. Con una piccola delegazione di artigiani, siamo stati ricevuti in Prefettura per portare all'attenzione una dettagliata analisi dello stato attuale delle nostre imprese. Abbiamo anche avuto la possibilità di esporre alcune richieste, accolte dalla Prefettura, che ha garantito il suo impegno nel portare la nostra causa a Roma, davanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri". Parla con consapevolezza il presidente di CNA Biella Gionata Pirali, che nella mattinata di oggi 8 aprile si è recato in Prefettura insieme al vicedirettore di CNA Biella Mauro Barzan e ad una piccola delegazione di artigiani con un unico obiettivo comune: la ripartenza in sicurezza delle attività che ancora oggi, a oltre un anno di pandemia, sono costrette alla chiusura.

 

Lo studio sopracitato è stato presentato dal vicedirettore di CNA Mauro Barzan: l’analisi è stata svolta sulle imprese associate alla CNA di Biella, con uno sguardo ampio e allargato a tutte le attività produttive, comprese le professioni. Per analizzare l’anno appena trascorso, è stato necessario risalire all’anno 2019, che dopo alcuni anni, ha registrato in quasi tutti i settori un incremento di fatturato che complessivamente si è attestato a più 14% rispetto al 2018, con un incremento medio per impresa di circa 15mila euro.

E come è facile intuire, dall’analisi del 2020 questo risultato si è completamente ribaltato,con una perdita media di fatturato rispetto al 2019 di 17mila euro, che riferito alla totalità delle imprese associate, equivale ad un volume complessivo di perdita di fatturato di circa 20,4 milioni di euro. Il calo medio delle imprese si aggira attorno 12,10% considerando anche le imprese che non hanno subito una diminuzione del fatturato. Invece, il calo medio delle imprese con una contrazione del fatturato è stato del 20,5%, e il 24% delle imprese ha subito un calo del fatturato superiore al 30%.

"In un quadro complessivamente drammatico - si legge nell'accurata analisi - non mancano comunque imprese che sono riuscite a superare bene il 2020. Poco più del 30% delle imprese è riuscita infatti a confermare o incrementare il fatturato dell’anno precedente. Questa percentuale aumenta fino a coinvolgere quasi il 67% delle imprese nei settori dellaproduzione alimentare. È altresì evidente che all’interno degli stessi settori la variabilità dei risultati è notevole. Il caso più evidente è quello dell’edilizia, in cui un quarto delle imprese ha incrementato il fatturato. Una considerazione a parte vafatta sul calcolo del fatturato relativamente al nuovo “bonus”previsto dal decreto “sostegni”, che fa accedere al beneficio solo le imprese con calo del fatturato su base annua superiore del 30%. Come abbiamo visto, molte imprese dopo le chiusure impostedai vari DPCM hanno recuperato i fatturati. Il fatturato però non è certo il parametro più preciso per poter determinare l’effettiva sofferenza delle singole attività. A parità di fatturato, la marginalità dipende dalla struttura dei costi, che è estremamente variabile. Imprese con bassa marginalità che abbiano perso anche solo il 10%-20% del fatturato su base annua, potrebbero avere visto azzerato il proprio utile.

Inoltre, come visto in precedenza, solo il 24% delle imprese ha subito un calo superiore al 30%e il calo medio mensile di queste imprese è stato di circa € 3.180,00. Applicando, come prevede il decreto, la percentuale media del 50%che comprende le imprese con fatturati fino adun milione di euro, le imprese riceveranno in media meno di € 1.600,00. Questa cifra, moltiplicata per il numero dellenostre imprese associate, da un ristoro complessivo di € 1.900.000,00 a fronteperò diuna perdita complessiva di fatturato che, come dettoin precedenza, si aggira attorno ai 20,4milioni di euro. A noi pare evidente che i conti non tornino. Le elaborazioni e le considerazioni esposte,evidenziano chiaramente che il contributo a fondo perduto previsto dal decreto “sostegni” non è in grado di supportare le imprese in crisi, che hanno le loroattività chiuse o aperte con fatturati ridottissimi, sia in riferimento all’importo del contributo stesso sia relativamente alle imprese escluse. Se pensiamo che molte imprese sono chiuse da un mese e resteranno ancora chiuse probabilmente per tutto il mese di aprile,la perdita media di incassi sarà di circa 5/6mila euro,con uncontributo medio pari a € 1.600,00. Inoltre, le imprese con scarsa marginalità, magari escluse dal contributo perchéil calo medio del fatturato è stato inferiore del 30%, non riuscirannoa coprire i costi fissi con il rischio didoverchiudere definitivamente. Un esempio su tutti: una impresa che fattura 200mila euro, con una marginalità del 20% che in precedenza aveva un utile di 40 mila euro se ha subito un calo del fatturato nel 2020 rispetto al 2019 anche solo del 19% si è vista erodere l’utiledi 38 mila euro.

La CNA di Biella, nel sottolineare che le micro e piccole imprese sono un fattore di crescita del nostro territorio chiede quindi che il Governo modifichi il decreto sia nell’entità del contributo, sia nelle modalità di calcolo, in modo da poter includere più imprese. Si cancelli la soglia del 30% che di fatto è una specie di tagliola, sostituendola con un meccanismo “a scalare”, che preveda una riduzione dei ristori da una certa soglia, fino ad annullarli per cali percentuali ben al di sotto della media. E soprattutto si faccia in fretta!".

Redazione bi.me.

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