AL DIRETTORE - 07 aprile 2021, 06:50

"La mia patologia mi impedisce di fare il vaccino, troppa attesa per i soggetti fragili": La storia di un lettore

"Non è una polemica nei confronti di chi opera nel settore, ma credo ci sia ancora troppa burocrazia in un momento in cui invece non dovrebbe essercene"

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Spettabile Direttore,

Si parla tanto e giustamente in questo momento della pandemia. A riguardo reputo che il tema vaccini sia in primo piano. Se mi permette, vorrei esprimere il mio pensiero e la mia esperienza su questo gravoso problema premettendo che l’unica soluzione per risolvere questo momento importante e preoccupante della nostra vita, con miglia di morti e contagiati, è la vaccinazione di massa. Lascio ovviamente da parte per libertà di pensiero il tema "no vax", in parte risolto dal nostro presidente del consiglio Mario Draghi, che ringrazio.

Perché scrivo questa lettera? Per narrare la mia esperienza sul tema vaccini e in particolare per le persone chiamate “fragili” perché affette da patologie anche gravi, meglio elencate nel D.lgs. del Ministero della Salute. Non mi soffermo sulla mia patologia che rientra nel contesto prioritario di queste vaccinazioni perché non mi sembra il caso, ma ne parlo per rispetto nei confronti delle persone più bisognevoli di me.

Sono volontario presso un’associazione, ho 62 anni e come dal Ministero della Salute insieme ai miei amici volontari ho seguito il “canale” previsto per poter eseguire il vaccino. Nella burocrazia prevista per poter verificare l’idoneità prima dell’inserimento nell’elenco da dover consegnare all’Asl di appartenenza per poter essere chiamati si verifica il primo stop. Qual è il motivo? La mia patologia, sì la mia patologia mi impedisce di poter eseguire il vaccino perché il canale da seguire è un altro rispetto a quello del mio medico di fiducia. Di fatto solo lui può inserirmi  (cosa poi fatta) e nella fattispecie tra i soggetti “fragili” perché cosi è previsto.

Espleto tale incombenza e con mio piacimento nel frattempo vengo a sapere che i mie colleghi di Associazione vengono chiamati per la vaccinazione. Sono felicissimo per tale celerità nei confronti dei tanti amici e/o colleghi un po’ più fortunati di me. Premetto che la mia non è una polemica nei confronti di chi opera nel settore sanitario e/o organizzativo, anzi è da elogiare, trovo solo troppo lunghe e incomprensibili le attese di chi ne avrebbe il diritto per i motivi sopra elencati e ancora tanta, tanta burocrazia in un momento in cui invece non dovrebbe essercene. Nel frattempo, da buon cittadino, ringrazio e rimango ad attendere il mio turno per la chiamata alla vaccinazione.

Lettera firmata

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