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SPORT | 05 aprile 2021, 08:00

A 40 anni dalla spedizione sull'Everest, Laura Gelso racconta la sua storia ai soci Panathlon

everest panatlhon

Bloccati fisicamente ma non nelle azioni, anche se virtuali, il Panathlon ha proposto ai propri soci il racconto quarant’anni dopo di Laura Gelso, la sua vicepresidente che tra il luglio e l’ottobre del 1980 ha preso parte alla spedizione Everest 80 guidata dal veneziano Francesco Santon, conosciuto nella primavera dello stesso anno quando Gelso, allora componente del Centro turistico giovanile, stava compiendo un trekking proprio in Nepal.

«A sentirla raccontare - commenta il presidente del club cittadino Luca Monteleone - ha impressionato come la freschezza di quei ricordi non sia stata scalfitta dalla lontananza temporale di quegli eventi e lo stesso le sue diapositive». Il tempo invece è passato per altre cose. «Rivedendo le immagini - spiega Gelso - ho visto i profondi cambiamenti dell’attrezzatura usata in quelle occasioni. Oggi tende, abiti e materiali tecnici sono per fortuna di chi va in montagna completamente trasformati. E anche il povero Nepal, colpito nel 2015 da un disastroso terremoto ha subito stravolgimenti».

A questo proposito Gelso ha dato introdotto Martino Borrione che ha presentato brevemente l’associazione Bi-Nepal da lui voluta per aiutare quelle popolazioni proprio a partire da quell’evento tragico e che continua ancora oggi. Con molta naturalezza Gelso ha preso parte a quella spedizione che non è arrivata in cima «per via del cattivo tempo e personalmente perché vittima di oftalmia per occhiali da sole non indossati in un giorno di nebbia» e con la stessa spontaneità ha portato a conoscenza una storia rimasta nascosta in una cantina dove riposavano con essa le immagini di quel mondo che sotto tutti i punti di vista non esiste più.

Redazione g. c.

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