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ATTUALITÀ | 05 aprile 2021, 10:00

Amianto, nel Biellese 6912 coperture da bonificare

Il ritardo nella bonifica di una quantità così significativa rappresenta un rischio certo per la salute pubblica, acclarato dalla comunità scientifica ed in progressivo peggioramento

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Le cifre di un Paese che fatica a rialzarsi ed è ancora ostaggio di una burocrazia lenta e di regole farraginose sono quelle riportate da “Il Sole 24 Ore” del 19 febbraio scorso: ben 650 progetti per grandi opere di interesse pubblico giacciono tuttora inevase presso la Commissione preposta alla Valutazione di impatto ambientale (VIA).

Tutto questo rappresenta un problema enorme per il nuovo Governo di Mario Draghi: basti pensare che, alla mole di lavoro già in essere che la nuova commissione, ora presieduta da un magistrato della Corte dei Conti, Massimiliano Atelli, si aggiungeranno tutti i progetti da deliberare grazie ai fondi del Recovery Plan. Con l’Unione Europea che ha fatto intendere come l’esame ambientale per ciascun intervento sarà determinante ai fini dell’ammissione ai finanziamenti europei, senza dimenticare che ogni singola opera dovrà essere portata a termine entro il 2026.

“Come se non bastassero le lungaggini amministrative necessarie per ottenere le autorizzazioni ambientali, un altro freno a mano che blocca l’avvio dei cantieri è spesso rappresentato dall’opposizione di associazioni e movimenti, talvolta di ispirazione meramente ideologica ed alla ricerca di visibilità. Il risultato è che soggetti privi di una visione generale e tecnica, e ai quali poco importa la risoluzione dei problemi della collettività, impediscono alle istituzioni e alle autorità di procedere con la massima velocità verso il fine comune, costringendo le imprese a difendere i propri diritti anche per via legale affrontando iter giudiziari interminabili che spesso si concludono con un nulla di fatto” afferma Acqua & Sole, azienda di Vellezzo Bellini in provincia di Pavia, da anni attiva nel settore dell’economia circolare e della valorizzazione ambientale.

Non è un caso che l’azienda pavese si esprima senza mezzi termini, essendo proponente di un progetto di forte interesse pubblico come quello per il centro raccolta amianto incapsulato da realizzarsi in frazione Brianco a Salussola. “Nel Biellese - continua Acqua & Sole - ci sono ancora 6912 coperture di amianto da bonificare: ritardare la bonifica di una quantità così significativa rappresenta un rischio certo per la salute pubblica, acclarato dalla comunità scientifica ed in progressivo peggioramento. I soggetti contrari si accollano quindi, ritardando capziosamente le iniziative volte alla risoluzione di un problema che ha ripercussioni sulla collettività, innanzitutto la responsabilità sociale che questo comporta”.

I dati di Arpa Piemonte dicono infatti che, su 7998 coperture di amianto presenti nel Biellese, soltanto 1086 sono state completamente o parzialmente bonificate, oppure sono in corso di bonifica. Dato significativo proprio quello di Salussola con 9 coperture bonificate su 228.

Acqua & Sole sostiene che le iniziative di enti e comitati locali arrecano un pesante danno alle attività imprenditoriali per cui il fattore tempo è fondamentale: “Le iniziative strumentali, che poco c’entravano con l’interesse pubblico, di cui siamo stati bersaglio, pur avendo sempre operato nel pieno rispetto delle norme di legge e con spirito di collaborazione, iniziative che, lo ricordiamo, sono giunte a due gradi di giudizio con esito a noi favorevole, hanno comportato solo ingenti perdite di tempo su tutti i fronti, per noi e per l’intera collettività, tra ricorsi persi e spese legali da rifondere all’azienda da parte di associazioni ed enti ricorrenti”.

Acqua & Sole aggiunge che in questo momento è arrivato il tempo di tornare a far crescere il Paese. “Sbloccare i cantieri delle grandi opere è fondamentale. Per quanto ci riguarda - promette la società pavese - abbiamo dato mandato ai nostri legali di attivarsi per recuperare le spese legali dai comuni che hanno fatto ricorso al nostro progetto, e di valutare inoltre la possibilità di un’ulteriore richiesta danni. A Brianco c’è in ballo la salute pubblica per un intervento di rilevanza regionale: non intendiamo più subire passivamente “crociate” ideologiche che nascondono solo fantomatici interessi d’immagine di pochi soggetti”.

Acqua & Sole, per dimostrare la bontà del progetto, ha più volte dichiarato la disponibilità a sottoporre l'impianto a controlli periodici da parte di soggetti esterni, ed a confrontarsi con i soggetti contrari al progetto. “Ma - precisa la società pavese - chi ostacolerà nuovamente in modo strumentale l’iter del Brianco, ne risponderà anche dal punto di vista legale”.

Alessandro Bozzonetti

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