COSTUME E SOCIETÀ - 04 aprile 2021, 06:50

"Essere fratelli tutti", gli auguri di Pasqua del vescovo Roberto Farinella

Foto di repertorio Newsbiella

Foto di repertorio Newsbiella

Ai lettori di Newsbiella sono lieto di poter rivolgere il mio più sincero augurio di Buona Pasqua, ringraziando il giornale per l’ospitalità e l’accoglienza sempre cordiale che mi riserva. L’occasione mi è anche cara per incoraggiare il lavoro della testata nel compito dell’informazione nel servizio del nostro territorio e ringraziare, insieme ai lettori, per la tempestiva attenzione all’attualità e alla cronaca. Buon lavoro. Buona Pasqua. 

Domenica, Pasqua di risurrezione, sentiremo proclamare nelle chiese di tutto il mondo il lieto annunzio: “Cristo è risorto e vive per sempre!”. La comunità credente celebrando la Veglia in onore del Signor Risorto accende dal Cero pasquale una luce nuova che si diffonde sotto forma di tante fiammelle, ossia attraverso le candele che i fedeli tengono in mano, illuminando tutta la chiesa. Forse l’anticipo della Veglia Pasquale ad orari serali (in questi ormai lunghe giornate luminose) renderà meno evidente questo segno,  ma  ugualmente la comunità cristiana si prepara a portare con la testimonianza della propria vita questa luce che illumina e riscalda. Non è una luce terrena, ma è una luce che viene dall’alto. Una luce nuova che si può accogliere solo se si ha l’umiltà di “diventare” nuovi, nel cuore a immagine di chi sa farsi piccolo. Questa è la verità della Pasqua: se non torniamo ad essere umili, semplici, buoni non sentiamo la fragranza del Pane di Vita, il profumo della primavera pasquale, il dono dell’amore dei fratelli. 

Siamo ancora alle prese con il dramma della pandemia, e il mio pensiero va a tutti coloro che soffrono per questo morbo e per la paura del contagio. La pandemia ci ha privato non solo degli affetti per la morte di persone care o per la situazione di solitudine in cui tanti sono costretti a vivere, ma anche della possibilità di condurre una vita in tutta serenità, vedendo riaprire in sicurezza le scuole, le fabbriche, i negozi, le attività lavorative, i luoghi dello sport, dello spettacolo, del divertimento. Tanti sforzi sono stati fatti e tanta fiducia nutriamo negli effetti di protezione del vaccino, soprattutto per le persone che sono più anziane e fragili. Ma sappiamo che occorre ancora fare tanta strada. 

Sono stato venerdì pomeriggio, nell’ora in cui la Chiesa commemora il Signore morto in Croce, nel nostro ospedale e ho portato la benedizione negli ambulatori dove viene somministrato il vaccino. Un grande impegno umano e professionale e anche tanti volti di speranzo ho potuto incontrare.

In questi mesi, la vita di tante persone è cambiata all’improvviso. Viviamo un tempo di preoccupazione per l’avvenire che si presenta incerto, per il lavoro che si rischia di perdere e per le altre conseguenze che l’attuale crisi porta con sé. 

Di fronte a questi drammi le parole indifferenza, egoismo, divisione, dimenticanza dovrebbe sparire non solo dal linguaggio ma da ogni modo di agire. Esse sembrano prevalere quando in noi vincono la paura e la morte, cioè quando non lasciamo vincere la vita, la speranza nel nostro cuore e nelle nostre azioni. La Pasqua sia dunque per tutti, credenti e non credenti, il modo migliore per riscoprire ciò che ci rende veramente umani e per poter così realizzare la vocazione più alta alla quale siamo chiamati: essere fratelli tutti! Il mio augurio con queste parole di Papa Francesco è semplice e sincero: una luce nuova disperda le tenebre di questo triste momento e ci introduca in un giorno luminoso che non conosce tramonto, in un mondo nuovo, rinnovato dall’Amore, soprattutto nell’impegno e nella vita dei nostri giovani, ai quali continua ad andare tutto il nostro incoraggiamento e anche la nostra simpatia perché siano artefici di un avvenire migliore. Con questi sentimenti auguro una buona Pasqua a tutti voi.

Vostro affezionatissimo Vescovo Roberto Farinella

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