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CULTURA E SPETTACOLI | 04 aprile 2021, 07:50

Il racconto della domenica: "La ragazza con la valigia" di Luisa Mello Grosso

La biellese Luisa Mello Grosso si occupa di Narrazione Autobiografica nel significato di Medicina Narrativa

Il racconto della domenica: "La ragazza con la valigia" di Luisa Mello Grosso

La ragazza con la valigia

Io non mi sono mai sposata e ho cominciato a lavorare in fabbrica subito dopo la scuola dell’avviamento.

Nella mia vita ho avuto due sole passioni: i viaggi e la lettura.

Ricordo che nel periodo fascista, quando c'erano i libri all'indice, bisognava confessare al prete se ne avevi letti qualcuno di quelli o se li avevi in casa.

Tutti i miei soldi, guadagnati col lavoro, li investivo in qualche obbligazione e con i ricavi mi toglievo qualche capriccio. Compravo quando erano basse e vendevo quando erano alte.

Avevo un'amica il cui fratello del cognato lavorava in banca e mi informava in anticipo su cosa vendere e comprare. Coi soldi guadagnati ho potuto anche comprarmi la casa.

Prendevo il treno per andare a trovare mio fratello a Napoli che lavorava per una ditta di trasporti. Mi fermavo lì quindici giorni, un mese e andavo al mare.

Andavo qualche volta al casinò di Sanremo e ricordo che mi davano il secchiello per le fiches. Guardavo sempre di uscire col secchiello pieno per non perderci.

Per risparmiare, facevo le crociere con le navi Jugoslavia perché costavano poco e sul treno viaggiavo negli scompartimenti dove c'erano le cuccette sopra che non pagavi.

Andavo anche in colonia, prendendo un pullman che partiva dal paese e mi portava in Liguria: Alassio, Santa Margherita ligure.

All'epoca si indossavano i costumi di lana: erano interi e foderati. Oltre alla lana c'era un tessuto elastico che modellava il corpo.

Di solito l'albergo aveva le sue cabine, oppure si affittavano. Negli anni ’60 l'affitto di una cabina costava Lit. 28 o Lit.30 ogni 15 giorni.

Chi non aveva la cabina per cambiarsi, doveva arrangiarsi con quello che aveva.

Con me, un anno c'era anche mia sorella, ma ognuna aveva il suo gruppo di amiche, non dovevo badare a lei.

Io avevo già 20 anni per cui ero abbastanza libera di fare un po’ quello che volevo.

Di solito con la compagnia si restava lì, ad Alassio o a Santa Margherita ligure, ma qualche volta si prendeva il treno e si andava a Portofino a vedere i vip: Mina, Ray Charles, Charles Aznavour, Frank Sinatra.

 

Andavano tutti al Covo e noi tutti fuori a guardare. Però era bello lo stesso.

Luisa Mello Grosso

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