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ATTUALITÀ | 03 aprile 2021, 06:50

Colpo di scena a Bose: Enzo Bianchi accetta il trasferimento, ma a Torino

Dopo mesi l'ex priore ha accettato il trasferimento. In questi giorni andrà a vivere in un alloggio insieme ad altri due monaci che per poterlo assistere vivranno "extra domum"

Il monastero di Bose ed Enzo Bianchi

Il monastero di Bose ed Enzo Bianchi

Si trasferirà in questi giorni di festa in occasione della Pasqua Enzo Bianchi, l'ex priore e fondatore della comunità di Bose di Magnano che a maggio 2020 era stato invitato ad allontanarsi dal monastero (leggi qui) a causa di quella che la comunità stessa aveva definito "una situazione tesa e problematica". Da maggio 2020 si è poi arrivati a gennaio 2021, quando è stato emesso un nuovo Decreto del Delegato Pontificio che prevedeva il trasferimento a Cellole, in Toscana (leggi qui): anche in questo caso nessun movimento da Bianchi, che è uscito dal silenzio soltanto a marzo, con un comunicato sul suo blog in cui rispondeva alle notizie in merito al suo rifiuto di non allontanarsi dal Monastero (leggi qui).

Il cambio di rotta è arrivato nei giorni scorsi, quando l'ex priore ha accettato il trasferimento a Torino, in un alloggio insieme ad altri due monaci che per poterlo assistere vivranno "extra domum" ovvero lontano dalla comunità. Da parte dell'ex priore, al momento, nessuna dichiarazione ufficiale. Ciò che trapela dalla fuga di notizie è che Bianchi avrebbe deciso di cedere alla richiesta grazie al continuo dialogo con Papa Francesco. Le uniche parole che potrebbero ricondurre alla vicenda sono scritte in un post dei giorni scorsi sul suo profilo Twitter: “Ė veramente triste passare per testimoni di fraternità, costruttori di comunione e addirittura pacifisti e poi nel quotidiano fomentare la divisione, ricorrere alla menzogna, ferire i deboli, perché prima o poi, si manifesterà come uno vive: allora sarà inevitabile lo scandalo”.

bi.me.

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