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AL DIRETTORE | 02 aprile 2021, 06:50

Taglio piante, alla denuncia degli ambientalisti risponde il presidente della provincia

Foglia Barbisin: “La nostra ordinanza non impone un taglio indiscriminato delle piante, ma si fonda sull’esigenza di eliminare situazioni di rischio potenziale presenti lungo la maggior parte delle strade provinciali"

Il presidente Gianluca Foglia Barbisin - Foto di repertorio

Il presidente Gianluca Foglia Barbisin - Foto di repertorio

Riceviamo e pubblichiamo:

"Egregie Associazioni Ambientali, l’ordinanza n. 11 del 20 gennaio 2021, relativa alle operazioni periodiche di manutenzione taglio piante, rami sporgenti e siepi ai margini della sede stradali, è un provvedimento che l’Amministrazione provinciale ha dovuto assumere a causa dello stato di abbandono dei boschi latistanti le strade provinciali, in particolare per le zone di collina e montagna.

Sia durante l’evento alluvionale dello scorso novembre 2020 che nel corso della copiosa nevicata del 2-4 gennaio 2021, si sono dovuti eseguire numerosi interventi in emergenza ed è stata chiusa al traffico la SP 144 di Oropa a causa della caduta di rami e piante, creando un evidente disservizio. Anche le operazioni di sgombero neve sono state molto rallentate sulle strade di collina e di montagna.

La Provincia di Biella, alla luce degli eventi citati, nonché nell’ambito dell’attività di controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze (di competenza della stessa, in virtù dell’art. 14 C.d.S.), ha infatti accertato lo stato di criticità presente su arterie importanti della viabilità biellese: i boschi latistanti le strade, a causa del loro stato di totale abbandono, hanno ormai raggiunto uno stato di maturazione molto avanzata, le essenze raggiungono altezze elevate, protese verso il sedime stradale. Molte piante sono morte o sradicate. La previsione contenuta nell’ordinanza sopracitata del “taglio di tutte le piante esistenti lungo il bordo delle strade entro una fascia minima di profondità non inferiore a 6 metri a monte e a valle della sede stradale” si fonda infatti sull’esigenza di eliminare situazioni di rischio potenziale determinate dallo stato attuale delle piante presenti lungo la maggior parte di tali strade.

Ciò non determina tuttavia l’obbligo di procedere ad un taglio “indiscriminato” in quanto l’abbattimento delle piante sarà ovviamente da escludersi nei casi in cui le stesse, per caratteristiche e condizioni, non compromettano, di fatto, la sicurezza degli utenti della strada. 

Si tenga altresì presente che nell’emanazione della predetta ordinanza sono stati presi in considerazione anche gli importanti risvolti applicativi della stessa, in termini di prevenzione di sinistri cagionati dalla fauna selvatica. Invero, senza dubbio alcuno, un adeguato stato manutentivo dei terreni latistanti le strade favorisce, sia per l’utente della strada che per la fauna selvatica, una maggiore visibilità e, di conseguenza, rende possibile scongiurare sinistri spesso inevitabili.

Le osservazioni proposte alla nostra attenzione sembrano pertanto non tenere nel dovuto conto né del reale stato dei luoghi e degli obblighi manutentivi dei proprietari dei fondi confinanti con le strade pubbliche a beneficio della conservazione del bosco, ormai abbandonato, né tantomeno degli effettivi risvolti applicativi della stessa.

Il Codice della Strada prevede infatti che le aree esterne al confine stradale e, in particolare, le ripe situate nei fondi laterali alle strade devono essere mantenute dai proprietari delle medesime in modo da “impedire e prevenire situazioni di pericolo connesse a franamenti e cedimenti del corpo stradale o delle opere di sostegno, l’ingombro delle pertinenze e della sede stradale, nonché la caduta di massi o altro materiale”, qualora siano immediatamente sovrastanti o sottostanti, in taglio o in riporto nel terreno preesistente alla strada, la scarpata del corpo stradale (art. 31).

Il Codice della Strada definisce inoltre in modo inequivocabile il “confine stradale”, identificato ex art. 3, punto 10): qualora non vi siano atti di acquisizione o fasce di esproprio di progetto il “confine stradale” è identificato “nel piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea”. La definizione ha grande rilevanza per gli aspetti manutentivi del corpo stradale, attribuendone le competenze allo stesso Ente proprietario, “qualora non vi siano atti di acquisizione o fasce di esproprio di progetto”.

I concetti sopraesposti sono fatti propri dallo stesso Consiglio di Stato che nell’Adunanza del 15 Giugno 2011 ha attribuito gli obblighi manutentivi dei terreni finitimi alle strade pubbliche agli Enti proprietari delle strade, all’interno del confine stradale, e ai proprietari privati per quanto riguarda le parti esterne al suddetto confine. Anche il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, allegato alla documentazione da Voi trasmessa evidenzia l’obbligo di mantenimento delle piante in modo tale che i rami non si protendano oltre il confine stradale e nel contempo nascondano la segnaletica o ne compromettano la visibilità alle distanze ed angolazioni necessarie, e aggiunge che la sporgenza sul confine stradale non significa necessariamente invasione della carreggiata in quanto, in questo caso, si creerebbe un pericolo per la circolazione.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato di cui alla sentenza 1189/16, da Voi citato, ci trova perfettamente d’accordo, in quanto gli aspetti relativi alla manutenzione dei fondi finitimi alle strade deve essere affrontata con mezzi ordinari (di cui fa parte l’ordinanza provinciale 11/2021) e solo situazioni che possano rappresentare una minaccia contingibile e urgente per l’incolumità dei cittadini siano da gestire ai sensi dell’art. 54, comma 4, D. Lgs. n.267/2000, ovvero con Ordinanza del Sindaco Relativamente alle piante protette - perché tutelate dalla legge - resta comunque l’obbligo del proprietario del fondo su cui sono nate o sono state impiantate, di effettuare tutti gli interventi manutentivi affinché non si producano danni alla sede stradale o agli utenti della strada. L’abbattimento delle stesse costituirà, invece, l’extrema ratio, e potrà essere disposto esclusivamente mediante ordinanza del Sindaco ex art. 54 comma 4 TUEL, laddove le stesse siano ritenute di pericolo per la pubblica incolumità.  

Tutto ciò considerato si ritiene che l’ordinanza adottata risponda ai criteri di tutela degli utenti della strada e dei cittadini proprietari dei fondi adiacenti al confine stradale, che qualora non ottemperassero alla manutenzione delle loro proprietà, potrebbero dover risponderne al verificarsi di un danno causato a terzi. A tal proposito la Provincia di Biella, laddove sussistano situazioni di maggiore criticità sta contattando singolarmente i proprietari dei fondi e qualora siano individuate situazioni di pericolo per la pubblica incolumità provvederà a richiedere la rimozione delle stesse". 

Gianluca Foglia Barbisin Presidente Provincia di Biella

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