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POLITICA | 31 marzo 2021, 14:00

Biella, mozione di Fratelli d'Italia: “Usiamo in atti PA solo termini italiani limitando ricorso lingue straniere”

mozione fratelli d'italia

Mozione del capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Oropa Livia Caldesi.

“Nel 2021 ricorre il settimo centenario della morte di Dante Alighieri, considerato il padre della lingua italiana – spiega Caldesi - La sua fama, come noto, è dovuta soprattutto alla Divina Commedia, universalmente considerata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale. E’ opportuno dare un segnale forte di attenzione alla promozione della lingua italiana anche in continuità con gli sforzi compiuti a livello parlamentare per ammodernare il sistema di promozione e diffusione linguistica italiana nel mondo e tra le comunità italiane all’estero. La lingua italiana rappresenta l'identità della nostra Nazione, il nostro elemento unificante e il nostro patrimonio immateriale più antico che deve essere opportunamente tutelato e valorizzato. Sono ormai anni che studiosi, esperti, istituzioni come l’Accademia della Crusca denunciano il progressivo scadimento del valore attribuito alla nostra lingua e segnalano l’importanza di una maggiore tutela dell’italiano e del suo utilizzo anche nella terminologia amministrativa da parte dello Stato, delle sue articolazioni territoriali e strumenti di diffusione culturale pubblica. L’uso sempre più frequente di termini in inglese è diventato una prassi comunicativa, mortificante per il nostro patrimonio linguistico e culturale. Le parole prese a prestito dal mondo anglosassone sono sempre di più, tanto da fondare il termine itanglese per definire l'invasione di vocaboli stranieri nel corrente dizionario italiano, rasentandone spesso l’abuso”.

“L’Italia non ha mai adottato alcuna politica linguistica – sottolinea Caldesi - e la presenza delle parole inglesi nelle leggi, nelle istituzioni e nel cuore dello Stato è sempre più frequente. Alla luce di ciò, in un’ottica di salvaguardia nazionale e di difesa identitaria diventa quanto mai prioritaria la conservazione della lingua italiana. Si rende necessaria una legislazione che tuteli il nostro patrimonio idiomatico sul piano economico, sociale, culturale, professionale e quant’altro. Non è più ammissibile che si impongano termini stranieri la cui corrispondenza italiana esiste ed è pienamente esaustiva. Già con l’approvazione della mozione 1/00278 il Governo si impegnava “ad adottare ogni opportuna iniziativa volta a tutelare e valorizzare la lingua italiana quale grande patrimonio nazionale e a garantirne e promuoverne l'utilizzo pieno e corretto a partire dalle istituzioni pubbliche, nazionali e locali”.

Nel documento, la capogruppo di Fratelli d'Italia impegna il sindaco e la giunta “a sollecitare l’utilizzo negli atti della Pubblica Amministrazione di soli termini italiani limitando il ricorso a lingue straniere unicamente ove non vi siano corrispondenti espressioni in italiano”.

Redazione g. c.

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