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AL DIRETTORE | 27 marzo 2021, 06:50

"Lo Stato pretende da noi impegno e puntualità ma non è in grado di pagarci", il grido di una giovane supplente biellese

La lettera di una supplente 26enne: "Non sappiamo se alla prossima spesa le nostre finanze basteranno, abbiamo bisogno di ricevere ciò che è nostro perché ce lo siamo ampiamente guadagnato"

scuola

Foto di repertorio

Carissimo Direttore, 

Le scrivo nella speranza che qualcuno, vedendo questa lettera, porti qualche cambiamento necessario ad una situazione al momento oltraggiosa. 

Le spiego, sono una ragazza di 26 anni residente in Provincia di Biella, negli ultimi due anni ho avuto la fortuna di laurearmi e trovare immediatamente lavoro, il lavoro perfetto per essere precisi: pagato bene, indipendente e interessante in ogni suo aspetto. Purtroppo, questo tipo di lavoro è stato uno dei più colpiti dalla crisi pandemica del 2020 e io, come tanti altri, ho perso il mio posto e il mio reddito.

Dopo mesi di fatiche sono riuscita a ottenere un posto nel sistema scolastico come insegnante della scuola primaria. Quello che ho scoperto entrando nel sistema scolastico italiano è un mondo ben diverso... un mondo in cui le supplenti che entrano in classe ogni mattina non vengono pagate se non con mesi di ritardo, un mondo in cui noi supplenti siamo costretti a sostituire insegnanti di ruolo che stanno a casa ma ricevono comunque l'80% del loro stipendio, un mondo in cui ci viene detto che sono "un po' in ritardo" ad emettere gli stipendi e di avere pazienza. 

Ora le chiedo direttore, io e le altre migliaia di supplenti d'Italia, secondo voi di cosa mangiamo? Come paghiamo l'affitto? Come vestiamo i nostri figli? 

In un anno già tragico per cause al di fuori di qualunque controllo, in un periodo devastante psicologicamente e mentalmente lo Stato Italiano ci sta prendendo in giro pretendendo da noi lavoro, impegno, puntualità e la responsabilità di crescere la prossima generazione di cittadini ma allo stesso tempo non è in grado di di pagare ciò che è dovuto in tempi ragionevoli così che le famiglie d'Italia non muoiano di fame.

Caro Direttore, io lunedì mattina sarò di nuovo in classe, anche se solo virtualmente, con i miei bambini, impegnandomi a portare avanti un programma tra didattica a distanza e didattica in presenza... ma in questo momento io, come migliaia di altre, siamo qui per la gloria, per le colleghe che non possiamo mollare da sole e per i bambini che meritano di avere una maestra presente e un insegnamento costante... sicuramente non siamo qui per i soldi perché da gennaio ad oggi nessuna di noi ha ancora ricevuto lo stipendio.

Stiamo facendo fatica direttore.. e non sappiamo se alla prossima spesa le nostre finanze basteranno, abbiamo bisogno di ricevere ciò che è nostro perché ce lo siamo ampiamente guadagnato.

Cordialmente,
Una supplente arrivata al limite

Lodovica Avidano

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