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ATTUALITÀ | 21 marzo 2021, 13:00

L'opinione di Vincenzo Ferraris: "Tramvia Biella-Oropa deve essere riproposta come opera a forte richiamo turistico"

Il presidente di Atap: "L’intervento di recupero è volto a sviluppare in ottica turistica, naturalistica, occupazionale e quindi economica, una risorsa che all’epoca (tra il 1911 e il 1958) aveva nel trasporto locale la sua sola chiave di lettura"

L'opinione di Vincenzo Ferraris: "Tramvia Biella-Oropa deve essere riproposta come opera a forte richiamo turistico"

Il recupero della storica tramvia che collegava la Città di Biella con il Santuario di Oropa consentirà di coniugare il gusto per la tradizione con nuove prospettive di valorizzazione del territorio, riattivando il vecchio sedime e integrandolo in un percorso a basso impatto antropico e a elevata valenza naturalistica e paesaggistica.

L’interesse storico per opere di alta ingegneria ferroviaria, la passione per l’ambiente e lo sport, sostenuta dalla presenza di una ricca rete sentieristica e dalla ricchezza rappresentata dagli impianti di risalita, un percorso votivo di respiro internazionale, tutto converge nel soddisfare gli interessi più svariati di un vasto bacino di utenza locale ed esterna, dando nuovo impulso a uno sviluppo socio-economico all’insegna dell’aria libera, del turismo e dell’accoglienza.

In base alla proposta ora sul tavolo, il nuovo segmento ferrotranviario passerà attraverso aree di indubbia bellezza, assicurando l’equilibrio tra il mostrarsi e il conservarsi sui territori della Valle Elvo e della Valle Oropa, con la possibilità di cucire ancor di più Biella (patrimonio Unesco) al parco Burcina (Riserva Naturale Speciale) a Oropa (patrimonio Unesco) con la sua conca e il Santuario mariano,  in modo da costituire una nuova forma di collegamento tra i siti di interesse storico e ambientale.

La proposta va a favorire una forma di trasporto ecosostenibile e green per gli utenti interessati a raggiungere le numerose attrattive presenti sul territorio avendo ben in mente la tutela dell’ambiente storico, la promozione del patrimonio naturale e la valorizzazione del territorio biellese. Tutte convergono nel rilancio e nel consolidamento di proposte legate a siti e piccole attività disseminate su un’ampia fascia di territorio da Pollone al Santuario di Oropa, creando sinergicamente una realtà ispirata al concetto di “Turismo Diffuso”, per la ricaduta economica che il passaggio della tramvia tra pascoli, malghe, cascinali di montagna potrà offrire. Attività collaterali di turismo slow e green, come le diverse attività di biker nella bella stagione e di ciaspolate nell’inverno, otterranno di conseguenza una maggior accessibilità.

L’intervento è volto a sviluppare in ottica turistica, naturalistica, occupazionale e quindi economica, una risorsa che all’epoca (tra il 1911 e il 1958) aveva nel trasporto locale la sua sola chiave di lettura e, come tale, venne dismessa per la preponderanza della gomma sul ferro. Oggi deve essere riproposta come opera a forte richiamo turistico: tanti sono i parchi, tante sono le vallate, la tramvia rappresenterà un unicum emozionale, non essendo presente nulla di paragonabile nel contesto prealpino.

Tra questa proposta, mi piace definirla un sogno, e la sua realizzabilità pratica numerosi sono i problemi da affrontare e da superare, a partire dalla domanda di base: “quanto costa?”. Ma questa domanda non può che essere accompagnata da altre analogamente significative: quale enormi benefici ne può trarre il territorio? E quali saranno le condizioni di esercizio che permetteranno al progetto di svilupparsi e rappresentare l’effettivo volano per il rilancio turistico del nostro territorio che tutti ci attendiamo? Sono fiducioso che la risposta a queste domande sarà uno slancio positivo verso la realizzazione del progetto.

Vincenzo Ferraris

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