ATTUALITÀ - 14 marzo 2021, 06:50

Il grido di dolore della piccola-media impresa, Apicella: “Aiuti inadeguati. Fa paura gestione burocratica del virus”

apicella grido

Foto di repertorio scattata prima del lockdown 2020

Caro Direttore,

volevo porre all’attenzione una riflessione che deve essere fatta e condivisa in mezzo a tutte queste informazioni giornaliere che riceviamo, il più delle volte contraddittorie. Ormai l’aspetto mentale di stanchezza e disperazione da parte di operatori di piccola e media impresa non è più gestibile, difficilmente le categorie di bar, ristoranti, turismo potranno avere la forza di riprendersi visto che le tante promesse di aiuti si sono rivelate insufficienti e inadeguate.

Se andare al ristorante di sera è considerato un “lusso” da punire e sanzionare non si capisce come non si possano trovare regole certe e continuative per il pranzo, quando tutte le persone che hanno la possibilità di lavorare si spostano, si muovono, devono mangiare, lavarsi le mani, andare in bagno. Di fronte a queste esigenze i locali rappresentano anche “un servizio pubblico” in tal senso, visto che molte volte mi è dato di vedere furgoni fermi ai lati delle strade con i lavoratori costretti a mangiare dentro il loro mezzo.

Il virus esiste, ne abbiamo tutti paura, quello che però fa ancora di più paura è la gestione politica e burocratica del virus che continua a dare vantaggi alla pandemia e a mettere in ginocchio l’economia e il diritto a lavorare di tutti. E faccio un esempio: oggi questa “burocrazia” ha creato un escamotage all’italiana per cui un ristoratore può fare un contratto tipo mensa con alcune aziende per la somministrazione di pasti ad un certo numero di lavoratori. Il commento del perché sì a queste condizioni, mentre quelle più tradizionali sono escluse, lo lascio ai suoi lettori.

Altro aspetto, il continuare a ragionare lato pubblica amministrazione con palliativi, piccole deroghe su pagamento delle bollette rifiuti, occupazioni di suolo pubblico, piccoli contributi qua e là. Perché anche qui la gestione burocratica del virus riserva sempre delle sorprese, prima fra tutti quella che per avere certi “sostegni” devi essere in regola con tutti i pagamenti pregressi. Non so se questa cosa quando si parla di aiuti alle attività è ben conosciuta: già prima del virus si era in difficoltà, figuriamoci ora… Questo per dire che se vogliamo dare degli strumenti alle piccole medie imprese, ai lavoratori in difficoltà degli strumenti quantomeno “per resistere” in attesa che la situazione possa andare a normalizzarsi si dovrebbe forse “giocare più di squadra” anche a livello locale tra lavoratori, giornalisti e organi di stampa, amministrazione comunale.

A Biella, continuiamo a leggere di persone che in estrema difficoltà tentano il gesto estremo: dobbiamo muoverci, scuotere un po’ le nostre coscienze devastate da questa situazione… Vorrei si facesse finalmente qualcosa…

Luigi Apicella, un ristoratore

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