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CULTURA E SPETTACOLI | 14 marzo 2021, 09:00

Malattie causate dall'esposizione di amianto al centro della nuova opera di Luca Stecchi

In alto Luca Stecchi con il padre Vilmer; in basso il maestro del suono Piero Sara e la doppiatrice Danja Cericola

In alto Luca Stecchi con il padre Vilmer; in basso il maestro del suono Piero Sara e la doppiatrice Danja Cericola

Sarà pubblicato nei prossimi giorni il nuovo lavoro dello scrittore e poeta biellese Luca Stecchi: è un testo che si ispira alla strage silenziosa causata delle malattie dovute all’esposizione all’amianto, che fanno ancora circa seimila vittime all’anno. Malattie terribili come il tumore polmonare, il mesotelioma e l’asbestosi: si ipotizza che i decessi continueranno fino al 2030, perché le conseguenze dell’esposizione si fanno sentire a lunga distanza nel tempo.

Luca Stecchi è un autore e poeta biellese, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali con già alle spalle collaborazioni con grandi nomi dello spettacolo e della canzone Italiana, alcuni suoi libri si trovano nelle biblioteche di diverse città italiane.

Il testo di Stecchi è diventato un video realizzato da Piero Sara maestro del suono biellese, già alla regia di importanti progetti artisti e per aver collaborato con Stecchi anche in passato in diverse opere video, la fotografia è stata editata da Gianluca Marucchi ed è stato messo in voce dalla doppiatrice e interprete Danja Cericola artista fra le più note alivello di doppiaggio italiano e prima presentatrice di Italia Uno (voce anche di Whoopy Goldberg, di personaggi animati come Pollyanna, ma anche in ruoli chiave in serie come Cavalieri dello Zodiaco, Dragon Ball, Il mistero della pietra verde). Verrà presentato domenica e sarà proposto anche sui media nazionali, proprio per il tema particolarmente sentito e attualissimo che affronta. 

"Ho pensato a questo testo negli ultimi mesi di vita di mio papà" spiega Stecchi. 

"Di solito scrivevo di notte, lasciando spazio al dolore che trovava sfogo nei fogli. 

Ci sono attimi che sono istanti fermi nel tempo, racchiusi nello spazio di due battiti di cuore: in quei frammenti di vita e ricordi si nascondono le volontà e i pensieri di mio padre e il suo desiderio di gridare ancora una volta la ricerca di giustizia".

"Sapeva di essere stato esposto all’amianto 40 anni fa durante il suo lavoro - spiega ancora Stecchi - e quando nel 2018 gli comunicarono l’esito degli esami non ne fu sorpreso: "è il tumore dell’amianto, lo so" disse; ma combattivo decise di curarsi e di fare il possibile per non arrendersi. Un viaggio nella speranza in cui è stato sorretto dalla sua grande fede, una battaglia durata quasi tre anni, che l’ha visto soccombere un mese e mezzo fa. 

Tante sono state le corse e i ricoveri, tante le persone straordinarie incontrate lungo il percorso, in particolare il dottor Alberto Santagostino medico e amico che lavora in un ospedale di Parigi. E poi il professor Mutti, grande esperto di questa malattia, coadiuvato dalla segretaria Raffaella Losito, ma anche l’oncologa Gloria Borra di Novara e la dottoressa Gigliola Topazzo diabetologa dell’ospedale di Biella. 

Un pensiero alla associazione Amnil di Biella e al suo responsabile Massimo Gallotto e alle avvocatesse Alessandra Guarini e Donatella Poggi, per il supporto legale".

Stecchi è stato contattato da varie associazioni che assistono i malati di amianto, 

dove il dolore per le tante perdite è ancora fortissimo: "Spero che il mio messaggio - conclude - possa interpretare il pensiero delle tante persone che hanno sofferto e soffrono ancora per le conseguenze di scelte sbagliate, superficialità e malafede di chi avrebbe potuto evitare tante sofferenze e che sia per chi non c’è più una carezza nell’anima".  

Comunicato Stampa Stecchi - bi.me.

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