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ATTUALITÀ | 13 marzo 2021, 06:50

Brianco, Movimento Valledora: “In Italia si può costruire una discarica dappertutto”

Il movimento è contrario al cento raccolta amianto di Brianco ma denuncia la carenza della pubblica amministrazione: “Il pubblico aspetta sempre l'iniziativa del privato ed è assente in fase di programmazione e di controllo”

Foto pagina Facebook Movimento Valledora

Foto pagina Facebook Movimento Valledora

La Valledora è una zona di confine tra Biellese e Vercellese che comprende i comuni di Cavaglià, Santhià, Alice Castello, Borgo D'Ale e Tronzano Vercellese.

La zona si chiama così perché è un antico paleoalveo della Dora Baltea: nelle ere geologiche il lago di Viverone era un grande invaso e la Dora Baltea scorreva su questo territorio: quando il corso del fiume ha sfondato verso Mazzè ha lasciato questo enorme deposito di ghiaia purissima che oggi è la Valledora.

Oggi la Valledora è una pianura in cui sono presenti siti di smaltimento e di trattamento dei rifiuti. Tra i primi, la discarica di Alice Castello per i rifiuti solidi urbani con la relativa bonifica effettuata con gli stessi rifiuti, la discarica di Cavaglià che tratta sia gli RSU che quelli speciali non pericolosi, la discarica Ciorlucca di Alice Castello e Portaluppi per gli inerti e la Truffaldina a Santhià. Tra gli impianti di trattamento rifiuti la Coccinella a Santhià, e, a Cavaglià, il polo tecnologico per il trattamento dell’indifferenziato, l’impianto di selezione plastiche, ed i già autorizzati impianti per la produzione di combustibile solido secondario e per la produzione di biogas.

A causa di questa concentrazione di impianti, con tutti gli impatti che ne conseguono sull’ambiente in termini di traffico, emissioni, degrado, consumo di suolo, il Movimento Valledora, che da 20 anni si batte contro le discariche per la tutela della salute pubblica del territorio, è contrario ai progetti dell'impianto di compostaggio e biogas in regione Gerbido di Cavaglià e del Centro Raccolta Amianto di Brianco di Salussola.

“La nostra zona continua ad essere bersagliata – dichiara la presidente del Movimento Valledora Anna Andorno – perché, nel giro di 20 km, ci sarebbero altri due impianti costruiti vicino alle coltivazioni di riso. Non capiamo perché si sceglie sempre questa zona. Inoltre il balletto di responsabilità tra amministrazioni pubbliche non è uno spettacolo gradevole: se si vuole degradare, svalutare e mettere a rischio questa zona è necessario avvisare la cittadinanza, che ha diritto di vivere in un ambiente sano. Noi parliamo con i cittadini e qualcuno non conosce questi progetti, perché vengono debitamente nascosti. Quando, dopo nostre serate o volantinaggi, i cittadini vengono informati si chiedono il perché di un altro impianto e non sono d'accordo”.

Movimento Valledora ha partecipato alla raccolta firme contro il progetto Brianco. In materia di amianto, la soluzione del movimento è l'interramento. “L'amianto va ovviamente smaltito, – afferma Anna Andorno - e va interrato in siti idonei come i siti in sotterraneo. Questa è la soluzione ambientalmente più accettabile e ci sono indicazioni sia a livello nazionale che regionale in questo senso. Con il progetto della centro raccolta di Brianco Acqua&Sole propone un'operazione diversa: un grande impianto sopraelevato, ossia una collina di amianto, a cui noi siamo assolutamente contrari. Il problema di questi impianti è che vengono sempre progettati e costruiti con la volontà di farli bene. E' poi la gestione la fase pericolosa, perché spesso cambiano i gestori”.

Una fase pericolosa che, secondo Movimento Valledora, dipende dalla mancanza di controlli da parte della pubblica amministrazione. “In Italia si può fare una discarica ovunque. – denuncia Anna Andorno – Manca una programmazione da parte dell'ente amministrativo, che aspetta sempre l'iniziativa del privato. A questo punto, il pubblico interviene, fa le conferenze di servizi, e poi valuta ed autorizza guardando le carte. Ma poi, per sua natura, su una discarica non è possibile eseguire riparazioni, modifiche o interventi, come dimostra la vicenda della discarica di Alice Castello, che presenta dei rilasci inquinanti”.

Alessandro Bozzonetti

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