AL DIRETTORE - 07 marzo 2021, 06:50

L'opinione di Chiara Bonino: "Per superare questo momento difficile ognuno deve giocare il suo ruolo"

Chiara Bonino, vicepresidente dell'Unione Industriale Biellese

Chiara Bonino, vicepresidente dell'Unione Industriale Biellese

In un contesto di aziende esportatrici come quello biellese, ciò che accade sui mercati esteri non può che generare un forte impatto.

Con la pandemia gli imprenditori hanno visto ridursi il volume dei loro affari nel mondo ma questa non è stata l'unica conseguenza del Covid. Hanno visto cambiare le regole della logistica, oggi elemento di strategia imprenditoriale, ed hanno potuto cogliere in molte situazioni opportunità di reshoring prima non pensabili. Nell'ultimo anno gli esportatori han dovuto fare i conti con una situazione di grande incertezza e forte mutabilità.

Quando si pensa ad un reshoring volto ad accorciare le filiere del valore, il territorio Biellese e la diffusa cultura d'impresa in esso contenute, potrebbero essere di grande attrazione per nuovi investimenti che vogliano riportare la catena del valore in Italia o che semplicemente vogliano insediarsi in un contesto favorevole.

Ci piacerebbe pensare che le opportunità generate dalla crisi pandemica fossero tali da riportare a Biella aziende che avevano spostato altrove le loro produzioni e da spingere nuove grandi aziende a considerarci una buona location per i loro investimenti.

Avremmo capannoni disponibili, vicinanza alla vie di comunicazione principali una rete industriale e di servizi in grado di sostenere le aziende e, se riuscissimo a creare i giusti e veloci collegamenti con le città di grandi dimensioni che ci stanno più vicine, potremmo offrire un territorio di grande valore per chi ci volesse lavorare e vivere.

Sul nostro territorio, così come a livello nazionale, il commercio con l'estero è forte e si è fortificato molto nel recente passato. Sfortunatamente il Biellese non riesce ancora a godere di quell'equilibrio che si è accresciuto a livello nazionale per cui il calo di export di un settore si compensa con l'aumento di un altro. A Biella molta quota di export è generata dal tessile abbigliamento che durante la pandemia ha visto un notevole calo di esportazione sia a livello provinciale (-28,7% nei primi 9 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019) sia a livello regionale (-20,9%) e poco han potuto aiutare quei settori che invece hanno avuto minori contrazioni in quanto ancora di peso insufficiente sul totale degli scambi. È auspicabile che attività come il turismo, l'alimentare, la meccanica possano aumentare la loro presenza nel Biellese per creare un contesto di maggior equilibrio.

Le incertezze per le aziende che si cimentino nell'export, siano esse tessili o no, ci sono a causa della pandemia e a causa di molti altri fattori che neanche la pandemia ha saputo risolvere. Brexit impone alle aziende nuove regole ed un quadro normativo in mutazione, dopo 4 anni di guerra commerciale tra USA e Cina si dovranno riequilibrare i rapporti tra le due potenze e l'Europa dovrà assumere il proprio ruolo all'interno di tale relazione e questi aspetti saranno di volta in volta ulteriori incertezze o piccole opportunità per le nostre aziende.

Perché il Biellese superi questo momento difficile serve che tutte le forze in campo giochino il ruolo giusto. Che la nostra associazione territoriale continui nel grande lavoro di supporto all'export e si prodighi in tutte quelle attività che possono ridefinire l'attrattività del nostro territorio. Che il premier Draghi trovi tutto l'appoggio necessario al sostegno dei temi indicati come strategici e possa mantenere la centralità del ruolo Italiano in Europa, continuare nel sostegno all'Euro, creare i rapporti internazionali necessari alla cooperazione tra i principali Paesi industrializzati. Forse allora scemerà l'incertezza e potremo lasciarci alle spalle questo annus horribilis.

Chiara Bonino

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