COSTUME E SOCIETÀ - 03 marzo 2021, 06:50

Asl Biella racconta: Mauro e Maggiorina, 67 anni di un amore che ha superato anche la guerra

Foto pagina Facebook Asl Biella

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Una storia vera, di coraggio e sentimento. È la storia di Mauro e Maggiorina, due tra i tanti biellesi che in questi giorni si stanno sottoponendo ai vaccini. La coppia, sposata da 67 anni, si è recata domenica nell'ambulatorio vaccinale, dove hanno raccontato la loro storia. "Maggiorina è originaria del Monferrato ed è nata nel 1930" si legge in un post sui suoi soial. "Poco più che ventenne si è trasferita per lavoro alla sede centrale delle Poste di Biella. Qui ha conosciuto Mauro, biellese, impiegato e poi funzionario di banca, classe 1926. Si sono innamorati e ad Oropa nel 1954 si sono uniti in matrimonio: un'unione felice che dura da 67 anni e dalla quale è nata la figlia Lella che domenica scorsa, in occasione della loro vaccinazione anti covid-19, ci ha raccontato la loro storia.

Un incontro, il loro, fortunato e dopo il quale si sono accompagnati l'un l'altro per un tratto davvero importante della loro esistenza, fino a diventare anche nonni di Carlotta, Riccardo e Alessia e tra il 2018 e il 2020 felicemente due volte bisnonni. 

Il loro incontro, però, è arrivato solo dopo. "Sì, perché Mauro prima di raggiungere la stabilità e la felicità con Maggiorina si è trovato ad affrontare una grande prova: la deportazione in un campo di concentramento in Polonia.

Tutto è successo quando aveva vent'anni ed è stato portato via in una retata nei pressi dell'istituto bancario in cui lavorava. Dopo un viaggio in treno da Santhià, è vissuto per un anno in un lager da cui, insieme ad un compagno, è riuscito a scappare. E' stata una fuga a piedi, sfidando il rigore del freddo di quei luoghi, durante la quale è rimasto solo, perdendo il compagno con cui aveva riconquistato la libertà. Nonostante il dolore e la solitudine, ha lottato, cibandosi di radici e di quello che riusciva a trovare lungo il cammino, finché una famiglia polacca lo ha accolto e aiutato a ritornare a casa, offrendogli il biglietto del treno. 

La figlia si emoziona raccontandoci di quando il padre, arrivando finalmente a Biella, ha suonato il campanello di casa...

Il suo racconto di domenica scorsa, nell’ambulatorio per le vaccinazioni, è frutto di tanti aneddoti che Lella avrà sentito da bambina e poi ancora in altre occasioni della sua vita quando è diventata a sua volta mamma e nonna.

Questa stessa storia, come quella di altri concittadini che in quegli anni così duri, resistendo, hanno avuto salva la vita, sono le nostre radici. .

Con i suoi 95 anni, il Sig. Mauro, è testimone vivente di un fatto storico che ha colpito il nostro Paese, ma non solo. La sua storia è testimonianza per noi di fortezza: la forza d'animo capace di trascinarci fuori da una difficoltà, credendo di farcela. Il suo racconto ci ricorda che questa forza esercitata dai nostri nonni in quei tempi ormai lontani è dentro di noi e sarà capace di guidarci anche nella nostra vita, se solo anche noi lo crederemo possibile. E lo sarà...". 

Redazione bi.me.

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