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CRONACA | 25 febbraio 2021, 06:50

Dramma di Quaregna Cerreto, "Una morte che poteva essere evitata e solleva interrogativi"

"Esistono ancora servizi socio sanitari pubblici e integrati di prossimità dove per prossimità si intende vicinanza sul territorio, investimento in assistenza domiciliare alle persone che vivono ai margini?".

Dramma di Quaregna Cerreto, "Una morte che poteva essere evitata e solleva interrogativi"

Il dramma di venerdì sera avvenuto a Quaregna Cerreto apre ancora discussioni e pensieri. Domande. "Rifondazione Comunista Biellese intende esprimere il proprio cordoglio e sconcerto per la morte di Eugen, ucciso da un colpo di pistola del Carabiniere intervenuto in una situazione d'emergenza a Cerreto Quaregna. Apprendiamo che aveva chiesto di fatto aiuto esprimendo la volontà di uccidersi e che l'equipe del 118 trovandolo con un coltello in mano e in preda all'alcool ha fatto intervenire le forze dell'ordine. La situazione pare essere precipitata con una colluttazione dove il Carabiniere per difendersi ha esploso il colpo risultato mortale. Questi i fatti, su cui la Procura indagherà, ma al di là delle indagini ci sono domande inevase che pesano come macigni.

Apprendiamo infatti che questa persona era conosciuta per altri atti inconsulti dovuti alla dipendenza da alcool e dal suo disagio di una esistenza durissima e travagliata, ex minatore immigrato in Italia, lavoratore agricolo, viveva solo e in ultimo facendo il custode. Ritenendo improbabile che nessuno si sia preoccupato del rischio che correva per sè e per gli altri, la domanda è se fosse in carico ai servizi di Salute Mentale o al SERD o entrambe che siano e, nel caso, in che modo e in caso contrario, perché mai? Esistono ancora servizi socio sanitari pubblici e integrati di prossimità dove per prossimità si intende vicinanza sul territorio, investimento in assistenza domiciliare alle persone che vivono ai margini?

Oppure vince la burocrazia, la dis-integrazione tra servizi, ognuno per sé, vincono i tagli al personale, l'estinguersi di idee innovative quali quelle di Basaglia in psichiatria, l'assuefazione di ormai pochi operatori in strutture svuotate di senso? Esiste una comunità che cura, che quelle persone riporta dentro, accoglie, se ne fa carico senza che diventino questioni di ordine pubblico?

Forse chi interviene in situazioni d'emergenza non è preparato a fronteggiare e contenere chi è in preda ad un delirio violento, incapace di intendere e di volere ed è un problema, ma non aver prevenuto questo dramma è responsabilità collettiva. I servizi pubblici socio-sanitari con tutti i loro “filtri” e tutto il disinvestimento che negli anni c'è stato si stanno rendendo sempre più dispensabili a favore del privato profit o caritatevole o anche del si salvi chi può.

comunicato rifondazione - f.f.

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