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POLITICA | 22 febbraio 2021, 08:30

Biella, i consiglieri del Pd: "Oltre 2 milioni di 'tesoretto', investire in ambito economico e sociale"

"Già a novembre avevamo proposto di usare una larga parte di questi fondi per dare contributi a imprese e cittadini finalizzati al pagamento della TARIP"

Biella, i consiglieri del Pd: "Oltre 2 milioni di 'tesoretto', investire in ambito economico e sociale"

Il Governo ha stanziato per Biella 3,7 milioni di euro nel 2020 per far fronte alle maggiori spese e minori entrate dovute alla crisi da Covid-19, ma l’amministrazione ne ha spesi solo 1,3. Questi i dati del bilancio su cui sono intervenuti i consiglieri comunali del PD: “In pratica - commentano dall’opposizione - mentre i lavoratori venivano messi in cassa integrazione altri perdevano il lavoro, molti negozi e imprese chiudevano o vedevano ridursi drasticamente il proprio fatturato, il Comune di Biella risparmiava. Alla fine di questo anno orribile, la città di Biella si trova nell’incredibile condizione di aver accumulato un “tesoretto”, che adesso però lo Stato ci impone di usare. La prima proposta della maggioranza è stata di usare una larga parte di questi fondi (970 mila euro circa) per dare contributi a imprese e cittadini finalizzati al pagamento della TARIP. Proposta che avevamo presentato già nel mese di novembre. All’epoca venne bocciata senza neanche aprire una discussione in merito. Oggi si torna sull’argomento, ben venga a patto che sia un intervento equo, puntuale e che non sia simbolico, ma costituisca un aiuto concreto e tangibile per chi ne beneficerà”.

I consiglieri di minoranza del Partito Democratico sono d’accordo anche sulla scelta degli assessorati alla scuola e ai servizi sociali, che “hanno presentato una serie di necessità di spesa nei rispettivi ambiti per far fronte alle situazioni specifiche generate dalla crisi. Troveranno tutto il nostro appoggio”. Per quanto riguarda la restante parte del tesoretto, circa 800mila euro, la proposta del PD è di investire i fondi e non limitarsi a distribuire ulteriori sussidi: “In altre parole, mettiamo le persone e le imprese nelle condizioni di pagare le tasse e non paghiamole noi per loro. Investire per suscitare percorsi ‘rigenerativi’ sia in ambito economico che sociale.

Le linee guida del Recovery Fund individuano tre filoni principali: digitalizzazione, transizione ecologica,  inclusione sociale. Possono essere questi anche a livello comunale gli ambiti in cui impegnare i soldi a nostra disposizione. Alcuni spunti che spaziano dalla dimensione sociale a quella economica: didattica digitale, le nostre scuole sono state dotate di molta attrezzatura digitale in questi mesi, ma spesso manca il supporto tecnico necessario per far funzionare gli strumenti e la connessione alla fibra ottica non è ancora disponibile per la maggior parte delle scuole; sportelli per il riorienamento per aiutare chi vuole cambiare percorso di studi e senza un adeguato sostegno rischia l’abbandono scolastico; formazione per genitori per aiutarli a conoscere e gestire il rapporto dei figli con gli strumenti social; servizio di supporto psicologico per aiutare, soprattutto i più giovani, a superare le difficoltà imposte dal perdurare del lock-down; percorsi di welfare rigenerativo che mirino a coinvolgere attivamente chi riceve un aiuto in un percorso di restituzione e responsabilizzazione verso la società; formazione digitale personalizzata per commercio e artigianato, per supportare le imprese a riconvertirsi e sfruttare le dimensione del web; supporto agli investimenti di imprese e commercianti in infrastrutture per offrire servizi di delivery, prenotazioni e pagamenti online, ma anche di rinnovo locali o strumenti per chi ha un business che non può essere convertito in domiciliare e online; ridisegnare gli spazi cittadini pubblici e privati a dimensione di smart-working".

Concludono i consiglieri: "«Non lasciare mai che una crisi diventi un’opportunità sprecata». Si è abusato forse di questa frase in questi mesi, ma questo concetto è vero oggi forse più che in qualunque altra crisi precedente. Questa crisi ha costretto in breve tempo milioni di persone a modificare e rivalutare radicalmente alcune abitudini nell’organizzazione del lavoro, nei consumi, nella scelta delle mete turistiche, nel tempo libero, nelle decisioni su dove stabilire la propria residenza. Dalla crisi potrà scaturire un momento di rinascita per i territori che sapranno cogliere quest’opportunità, farsi conoscere ed essere attrattivi per nuovi residenti. Un’occasione unica per un territorio come il Biellese e se non la si coglie ora, sarà difficile si ripresenti in futuro”. 

Redazione bi.me.

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