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CULTURA E SPETTACOLI | 21 febbraio 2021, 07:50

Il racconto della domenica: "Polenta e dintorni" di Luisa Mello Grosso

La biellese Luisa Mello Grosso si occupa di Narrazione Autobiografica nel significato di Medicina Narrativa

Il racconto della domenica: "Polenta e dintorni" di Luisa Mello Grosso

Polenta e dintorni

Sono nata nel giorno dei lavoratori in una cascina del bresciano.

Di mestiere ho fatto anche la mondina, ma questa è un’altra storia.

Da piccola in cascina non c’era il frigorifero e il burro lo tenevamo nell’acqua fredda.

Il mio primo frigorifero l’ho avuto negli anni ’60, che ero già sposata e vivevo in Piemonte.

Da noi c’era un detto: “Quando la polenta è pronta la catena fa cri, cri.”

Il la facevo sempre bella dura, perché così la potevo versare sul tagliere e tagliarla con il filo. Lasciava poi anche la crosta sul fondo del paiolo, ed era per me una goduria grattarla e metterla nel latte.

La cucinavo anche con la farina di castagne e poi si mangiava con le cose salate e il salacca, un pesce povero.

Prima di venire qua in Piemonte, non avevo mai sentito parlare della “bagna càuda”, quando però ho conosciuto mio marito piemontese, lui me l’ha fatta assaggiare. Quando sono venuta ad abitare qui, una mia vicina mi ha insegnato a cucinarla.

Oggi l’aglio lo compro anche per la pressione. Ah! Ah!

Qui in Piemonte ho imparato anche a fare il pesto con il basilico e mi veniva così buono che il proprietario della pensione al lago di Viverone, dove andavo in villeggiatura in estate, me ne chiedeva sempre qualche vasetto.

Il vino io non ne ho mai bevuto tanto, mi piaceva però metterlo nella neve fresca, quando appena nevicato si raccoglieva quella pulita e la si metteva nel bicchiere, e poi sì, che cantavo. Ah! Ah!

Luisa Mello Grosso

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