/ CRONACA

CRONACA | 20 febbraio 2021, 18:00

A Pralungo i funerali del partigiano Ennio Facelli, il ricordo di Luciano Guala dell'ANPI

facelli guala pralungo

Pralungo ha porto l'ultimo saluto a Ennio Facelli, il partigiano “Pellagra” scomparso nei giorni scorsi all'età di 93 anni (leggi qui). Oggi pomeriggio, 20 febbraio, è stato celebrato il funerale nella chiesa parrocchiale del paese.

A ricordarlo in una struggente lettera Luciano Guala per l'ANPI Vallecervo e Provinciale: “Ho l’onore di portare il saluto ed il ringraziamento dell’ANPI e di esprimere la nostra vicinanza ai familiari. Parto dal suo nome di battaglia, che era stato già quello del padre partigiano Dionigi, morto nel giugno del 1944. Nome che arriva da un’antica povertà contadina, che però denota la volontà, intrisa di ironia, di superare quella vita grama in cui il regime ventennale aveva fatto precipitare il paese. Armati spesso solo di una grande voglia di libertà, Ennio ed i suoi compagni hanno attraversato momenti difficili, le morti dei loro compagni, la fame, il freddo, la paura, per passare dalla tragica notte del 29 gennaio 1945, in cui in una cascina alla Lace di Donato il Comando della 76.ma Brigata Garibaldina, di cui faceva parte anche lui, fu annientato dai nazifascisti. Ed infine giungere alla tanto attesa Liberazione. Per una triste concomitanza, poche settimane fa è mancata la partigiana Veglia Poglio, che, abitando a poca distanza da quella cascina della Lace, era rimasta l’ultima testimone della strage. Siamo convinti che nella lunghissima notte dall’ 8 settembre al 25 aprile in cui la guerra è entrata nelle nostre case, sono stati gli uomini e le donne come Ennio che hanno tenuta accesa la luce della speranza in un mondo migliore, e che hanno tenuta socchiusa la porta per far entrare quel futuro in cui era impossibile credere. Pellagra, come i suoi compagni e le preziose staffette, hanno saputo scrivere le pagine più luminose di questo paese. Hanno saputo riprendere il filo interrotto del Risorgimento e riannodarlo in quel tessuto forte, resistente, multicolore che è la nostra Costituzione, che continua a tenerci protetti nonostante i ripetuti strappi e le offese inferte da sedicenti statisti o improvvisati patrioti. Non ho avuto modo di frequentarlo negli anni passati: spesso le vicende della vita ci allontanano dalle persone a cui vorremmo stare più vicini, anche le persone piene di dignità che come Ennio hanno ridato dignità all’Italia. Non ho perciò mai avuto mai modo di chiederglielo, ma credo che Ennio come tanti altri combattenti avesse il dubbio che tutto quello che ha fatto per riportare la Libertà in Italia sia stato inutile. Anche noi abbiamo tanti di questi dubbi, ma siamo sicuri invece che se non ci fossero state persone come lui questo paese sarebbe stato sicuramente peggiore, e saremmo in balìa di quel fascismo che anche se cambia aspetto rimane sostanzialmente lo stesso. Ci colpisce sempre riflettere sul fatto che il periodo della Lotta di Liberazione, breve se rapportato all’intera vita, abbia lasciato un’impronta così indelebile ed incancellabile negli uomini e delle donne che l’hanno vissuta. Ennio ha saputo prolungare il suo impegno, per la sua famiglia, per il suo asilo, per i giovani, per il suo paese. Non è facile essere fedeli giorno per giorno, ora per ora, e per tanto tempo ai valori della libertà e della umanità, ma tu Pellagra ci sei riuscito. Quello di oggi qui non è solo un ricordo: cerchiamo, con i nostri limiti, di fare memoria insieme alle persone che ti stimano e ti vogliono bene. Una memoria che si costruisce piano, con i tempi della storia, che procede incessantemente, invisibile ai nostri occhi per la sua lentezza. Grazie Pellagra per avere speso bene il tuo tempo. Grazie per averci regalato il nostro”.

Redazione g. c.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore