SPORT - 16 febbraio 2021, 12:00

Impianti sciistici chiusi, grido unanime dei gestori: "Una modalità horror, siamo fuori dalla grazia"

Da Bielmonte a Oropa, Orleoni e Pirali: infuriati è una parola che non rende il sentimento attuale. Ristori abbondanti e immediati. "Rischiamo di non pagare le spese correnti".

E' stata una giornata nervosa e intensa quella di lunedì 15 febbraio nelle stazioni sciistiche di Bielmonte e Oropa. La chiusura degli impianti a pochissime ore dall'apertura, oltre a sapere di beffa, ha ulteriormente spinto verso il baratro l'intero comparto. L'amarezza è veramente palpabile. "Abbiamo lavorato dieci giorni per mettere in sicurezza gli impianti, sperso ulteriori soldi, assunto stagionali per nulla -dice Gianpiero Orleoni di Icemont Bielmonte e presidente regionale di Arpiet-. C'è una grande malcontento in tutti noi". 

Ma la gente di montagna è abituata ad alzarsi la mattina e combattere quindi, ieri, sono state ore di fuoco e riunioni in video conferenze tra gli operatori del settore, con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, addirittura con il ministro Garavaglia. "A questo punto noi contiamo sui ristori adeguati -continua Orleoni- e per fortuna abbiamo a Roma l'appoggio di politici che conoscono le realtà della montagna. Loro stanno cercando in tutti i modi di darci una mano facendo leva sul Comitato Tecnico Scientifico e sui tanti esperti che affermano che lo sci non è pericoloso. Mi piacerebbe vedere lo studio che dimostri la pericolosità dello sci. Secondo me non lo vedrò mai perchè non esiste". 

"Incazzato", perchè questo è il termine giusto in questa occasione, lo è anche Gionata Pirali presidente di Fondazione Funivie Oropa. "A meno di 12 ore e per di più di domenica abbiamo saputo che non si aprivano gli impianti -commenta Pirali-. Non va bene, ci hanno presi in giro. Non si capisce perchè la montagna debba rimanere chiusa quando con gli sci ai piedi si ha la distanza di sicurezza, fa freddo e con casco, tute e sciarpe siamo protetti, sicuramente di più che al supermercato. I ristori, ora, devono essere immediati perchè le spese le abbiamo sostenute per adeguarci ai protocolli. E soprattutto capienti altrimenti crolliamo". 

Una situazione al limite dell'inverosimile. Ci sono tutti una serie di indotti che ruotano attorno alla montagna non solo gli impianti ma i noleggi, le seconde case, i bar e tanto altro. E si parla di milioni, non di noccioline. "La modalità è stata irrispettosa anche perchè studi scientifici in mano non ne abbiamo -prosegue Pirali-. Ieri mattina ero a Oropa col sindaco Corradino per un servizio di SkySport, c'era gente ma tutti in sicurezza. La montagna resta sempre viva. Siamo chiusi da ottobre non abbiamo incassato un euro e ringraziamo tutti coloro che in questi fine settimana hanno lasciato offerte gestite dalla Mucrone Locale e Pietro Micca. A loro va un grande 'Grazie'. Resta il fatto che se prima la situazione era grave, ora è emergenza pura. Se non arrivano ristori immediati non riusciremo a pagare le spese correnti". 

Fulvio Feraboli