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Biellese Magico e Misterioso | 14 febbraio 2021, 20:00

Biellese magico e misterioso: CAMBURZANO - Cambursan e Il ‘cerchio delle streghe’ e la danza delle fate

A cura di Roberto Gremmo

Biellese magico e misterioso: CAMBURZANO - Cambursan e Il ‘cerchio delle streghe’ e la danza delle fate

In un prezioso studio etnografico pubblicato nel 1953 a Bologna dall’editore Cappelli col titolo “L’insidia nel meriggio” e riedito di recente dall’editore “Ieri e Oggi” di Biella, la celebre studiosa Virginia Majoli-Faccio ricorda fra le nostre più affascinanti tradizioni popolari quella di Camburzano dove si fantasticava su una musica suadente ed affascinante al pian dl’Asnera, prodotta da una congrega di diaboliche ‘masche’ riunite in un ‘sabba’ scatenato. 

 

Il suono accattivante avrebbe attirato un giovane ed ingenuo tamburino convinto di potersi unire col suo strumento a quella singolare compagnia ma i musici diabolici lo avrebbero fatto allontanare, respingendolo perché sul suo strumento portava il disegno dello scudo sabaudo simile alla croce cristiana, un simbolo che viene sdegnosamente respinto dai figli del diavolo.

 

Ricordo ancora un pomeriggio quando Virginia Majoli Faccio ormai anziana ed aiutata da un’amica s’era ancora una volta arrampicata sulla collina della nostra isolata cascina sopra Camburzano, sempre alla ricerca spasmodica di quei brandelli di cultura popolare che aveva raccolto e valorizzato per tutta la vita ed ho davanti agli occhi come se fosse oggi la figura della nostra vicina, un’anziana che ricordava tutte le vecchie storie di campagna. 

 

Forse anche questa leggenda l’aveva raccontata proprio lei. Ma tacendo una parte della storia, forse per soggezione di fronte ad una signora per bene, istruita e di città.

Perché a noi bambini si raccontava che il soldatino curioso e coraggioso, il giorno dopo aver incontrato la congrega danzante avrebbe lasciato in casa il tamburo crociato, sarebbe tornato nel prato del misterioso convegno unendosi alle danze, abbandonandosi felice ad eccessi di gioia e di piacere con le giovani sconosciute. 

Scoprendo che non erano streghe, ma fate.

 

Le stesse donne che nella versione ammonitrice venivano descritte come figlie del demonio, apparivano come creature gioiose ed allegre, figlie della natura e quelle che agli occhi dei perbenisti dovevano per forza diventare nemiche della morale dominante, e dunque diaboliche, non erano affatto tali. 

 

Nella boscaglia accanto ai prati dove si racconta si riunisse la gaia compagnia danzante si trova frequentemente un “cerchio delle streghe”, il curioso fenomeno naturale caratterizzato dalla disposizione circolare di alcuni funghi. 

Si crede sia stato formato dalle danze notturne di streghe, elfi e folletti nel pianoro erboso dove crescono molti alberi di susine. 

Proprio a Camburzano, si è celebrata per anni la “Festa dla brëgna” col pretesto di salutare la maturazione dei tanti alberi di prugne ma che contiene un’esplicita allusione all’organo genitale femminile, detto gergalmente “la brëgna”. 

Nel Biellese, per indicare un uomo molto sensibile alle grazie femminili s’usa dire che “a-i pias la brëgna”. E danzar nell’erba.

Questo articolo é estratto dal nuovo libro “I segreti dei paesi biellesi” per concessione dell’Editore “Ieri e Oggi” (via Italia 22 Biella tel. 015351006 - ierieoggi@tiscalinet.it). Saremo grati a chi vorrà segnalarci altre realtà del Biellese segreto scrivendo a storiaribelle@gmail.com 

 

 

Roberto Gremmo

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