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COSTUME E SOCIETÀ | 02 febbraio 2021, 11:00

Prima sconfigge il covid, poi si vaccina: La storia dell'ultracentenaria biellese Ada

Prima sconfigge il covid, poi si vaccina: La storia dell'ultracentenaria biellese Ada

Era aprile 2020 quando rimbalzava sulle prime pagine di molte testate la notizia di Ada Z., 104 anni, ospite della Residenza Maria Grazia di Lessona, che aveva prima contratto e poi sconfitto il virus. Nata nel 1916, Ada aveva assistito anche a un’altra pandemia, quella dell’influenza spagnola del 1918. “In molti la guardarono, stupiti ed ammirati, parlare dai teleschermi con il suo bel volto, la sua voce un po’ tremula, come il tempo regala, ma sicura e senza esitazioni” racconta la dottoressa Carla Furno Marchese, Medico di Medicina Generale alla Residenza Maria Grazia. “Ora la signora Ada, dopo aver trascorso questi mesi in buona salute, è stata sottoposta alla vaccinazione anticovid, come lei stessa ha scelto con consapevolezza”. Insieme a lei sono stati vaccinati quasi tutti gli ospiti e il personale della struttura di Lessona. Dopo la prima ondata di contagi avvenuta a marzo la malattia è stata contenuta e, da allora, grazie all’estremo e capillare controllo, non ci sono più stati casi di infezione.

“Nel periodo successivo all’epidemia - racconta ancora la dottoressa - stringeva il cuore a tutti vedere stanze vuote e chi percorreva i corridoi non poteva che provare grande tristezza, nel ricordo di chi non c’era più e dei tanti momenti trascorsi in compagnia degli ospiti portati via dal virus implacabile. Ma poi, nei mesi successivi, le stanze hanno cominciato a riempirsi una dopo l’altra, le luci sono tornate ad illuminare i corridoi che risuonano delle voci dei nuovi ospiti, venuti a colmare il vuoto lasciato da chi li aveva preceduti. Così la Direzione e gli Operatori sono oggi felici di potersi occupare dei nuovi ospiti e, percorrendo la struttura, la nostra attenzione non può non rivolgersi ad Ada, che con il suo bel sorriso e il suo fare discreto continua a trasmettere a tutti coloro che la incontrano un messaggio importante: la vita va vissuta e apprezzata sempre e comunque”.

Il 2020 all’insegna del covid ha segnato la nostra quotidianità così come la vita di ospiti, operatori e amministratori delle case di riposo, come racconta la direttrice della Fondazione Cerino Zegna (che gestisce la struttura di Lessona) Paola Garbella: “Analizzare l’anno vissuto con il covid nelle realtà a tutti note come RSA è un’esperienza emotivamente forte. Da un lato le storie belle come quella di Ada, dall’altro il cambiamento che le strutture hanno subito dopo mesi di tragiche fatalità e lutti. Tutte le Rsa così come quelle del Cerino Zegna hanno una storia di decine di anni impiegati a trasformarsi da istituzioni chiuse e totalizzanti in luoghi di vita sociale e di riabilitazione a tutto campo; con il covid sono ripiombate nella chiusura e tornate ad essere luoghi/non luoghi, spazi di attesa sospesi senza quell’anima che erano state capaci di conquistarsi in anni di duro lavoro e di professionalità. Per questo un grande grazie va a tutti per la sensibilità e responsabilità sociale dimostrata. Concludo dicendo grazie Ada, grazie a tutti gli altri residenti, alle loro famiglie, a tutti i dipendenti, ai volontari, agli amici che con i vostri esempi ci date la forza per intraprendere un nuovo futuro consapevoli di dover cambiare ma nel solco di una importante missione consegnataci dal passato”.

Di seguito l'intervista del dottor Roberto Terzi (Direzione Sanitaria della Fondazione Cerino Zegna) alla signora Ada.

Salve signora ADA come va? E' stata male dopo la vaccinazione?
Salve Direttore, solo un po' male al braccio.

Lei che ha combattuto il covid e lo ha sconfitto e che oggi è vaccinata che cosa ha da dire a queste giovani OSS che l'assistono?
E' un dovere vaccinarsi. Io sono solo una contadina che ha sempre lavorato la terra, vengo da Treviso e ho abitato a Mezzana per il resto della vita. Mi manca tanto l'aria fuori e alle volte mi avvicino alle porte esterne e respiro dalle fessure l'aria fresca. Mi piace il freddo e patisco troppo il caldo. Non mi so spiegare bene, ma guardo la televisione e vedo queste cose brutte. Non è la guerra, che ricordo, ma muore troppa gente lo stesso e i negozi sono chiusi e anche molte fabbriche. Deve finire e se il vaccino serve per finire è un dovere farlo. Ecco cosa penso da “ignorante”.

Signora Ada non dica ignorante perché lei chiusa qui dentro e solo dalla televisione ha colto l'essenza del problema sanitario ma anche una possibile soluzione ed ha contribuito autorevolmente ad assecondarla.
Io so di aver fatto bene per me e per gli altri, non so quanto vivrò perché il Signore si è dimenticato di me ma mi è sembrato giusto collaborare.

Il Signore non si è dimenticato di lei ma ha voluto lasciarla in questo mondo come esempio per i giovani indicando loro la strada maestra verso la soluzione di questo dramma mondiale. Grazie di esistere.

 

Redazione bi.me.

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