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ATTUALITÀ | 26 gennaio 2021, 06:50

Seab, Rossetto: "Obiettivo risanamento dell'azienda"

Il CDA ha prospettato quattro scenari in relazione al passaggio o no a TARI dei 4 comuni TARIP ed dell'aumento o meno di capitale. Luca Rossetto: “Passaggio a Tari ed aumento di capitale significano salvare Seab e trasformarla in un'azienda più stabile solida ed efficiente”

Foto Studio Fighera

Foto Studio Fighera

Quattro scenari diversi si prospettano per Seab dopo l'appuntamento del 19 febbraio, termine entro il quale la società deve presentare in tribunale il piano concordatario per il suo salvataggio, con l'alterativa del fallimento.

Questa la situazione descritta durante la conferenza stampa del CDA Seab di ieri, lunedì 25 gennaio. Le ipotesi sono state individuate sulla base di un modello economico-finanziario con proiezione nel 2024, che tiene conto dell'aumento dell'inflazione e dei costi di lavoro e gasolio, con due variabili che determinano i quattro scenari. Il passaggio a TARI di Biella, Cossato, Vigliano e Gaglianico, i 4 comuni che oggi applicano la tariffa TARIP, che è anche condizione imprescindibile per il CDA per il deposito del piano concordatario. E l'aumento a 3 milioni di euro del capitale sociale.

Il primo scenario prevede che i 4 comuni non passano e TARI e non c'è aumento di capitale: nel 2024 la liquidità di cassa è stimata tra 3 a 6 milioni, e nel corso dei prossimi tre anni Seab non riesce a pagare neanche i creditori privilegiati (ad esempio lo Stato per crediti tributari, ndr) e chiede il fallimento. Scenario due con aumento di capitale ma senza passaggio a TARI: cassa tra 6,2 e 8,9 milioni di euro, Seab paga solo i crediti privilegiati (che oggi sono 7,5 milioni di euro) e non i chirografari (tutti i creditori che non sono privilegiati) e chiede il fallimento.

Terzo scenario: passaggio a TARI senza aumento di capitale, con 12-16 milioni di cassa, il pagamento del 100% dei privilegiati e del 36,5% dei chirografari. “Questa ipotesi – spiega il presidente Luca Rossetto – non è praticabile perchè verrebbe bocciata dal comitato dei creditori, che deve approvare il piano concordatario: approvazione che è altra condizione per il deposito in tribunale”.

Il quarto scenario è quello che si auspica il CDA di Seab. Passaggio a TARI ed aumento di capitale con cassa tra i 14,8 d 16,7 milioni, saldo del 100% dei privilegiati e del 70% dei chirografari. “Il nostro piano concordatario si ispira a criteri di prudenza, – precisa Rossetto – quindi pensiamo di fare meglio del 70% dei chirografari. Una soluzione che significa continuità di Seab come azienda pubblica, la sua trasformazione in un'azienda più stabile solida ed efficiente,  l'investimento di 1 milione per l'ammodernamento dei mezzi, nessuna traumatica riduzione dell'occupazione e maggiore controllo sulle tariffe”.

L'aumento significativo delle tariffe, motivo che i 4 comuni TARIP adducono per non passare a TARI, è infatti smentito dal CDA. “Nel 2020 – afferma l'avvocato Andrea Basso, membro del CDA - i comuni TARIP hanno avuto un aumento calcolato sul tasso effettivo degli insoluti. In caso di passaggio a TARI l'aumento sarà in funzione del tasso di inflazione”.

Alessandro Bozzonetti

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