/ CRONACA

CRONACA | 24 gennaio 2021, 06:50

Pisky mangia un boccone avvelenato e muore. L'appello della padrona: "Fate attenzione"

Il fatto è accaduto a Ponderano il 14 gennaio. Il veleno ha portato via il cagnolino in meno di 48 ore

Il cagnolino Pisky

Il cagnolino Pisky

Esce per una passeggiata e muore avvelenato due giorni dopo. È quanto accaduto a Ponderano giovedì 14 gennaio, ad un cagnolino di nome Pisky, a poche settimane dall'episodio di Occhieppo Inferiore, nel quale due fratellini hanno rischiato la vita (leggi qui). Incrocio tra un bassotto e un Jack Russel, Pisky avrebbe compiuto 9 anni a breve. "Non sappiamo come sia successo - racconta la padrona Stefania Mosca a Newsbiella -. Il martedì di quella settimana mio papà lo ha portato fuori per una passeggiata. Sono stati in giro per un'oretta, tra le vie del paese, come sempre. Dopo una scorrazzata al parco dei cani, hanno camminato per Ponderano fino a raggiungere la rotonda di via Rosselli al confine con Biella. Di solito, dopo una bella passeggiata, come premio riceveva delle crocchette. Questa volta non le aveva mangiate tutte, ma essendo già successo pensavamo fosse stanco dalla camminata. Il giorno dopo ho assistito a un episodio di vomito, ma anche qui ho pensato si trattasse di una situazione normale: non era la prima volta che vomitava per pulirsi lo stomaco o dopo aver ingerito qualche lucertola in giro; inoltre, la sostanza aveva lo stesso aspetto di sempre perciò non ha destato alcuna preoccupazione in me". 

Il giorno successivo, il giovedì, Pisky è stato ritrovato nella sua cuccia piena di vomito con alcune tracce di sangue. Si muoveva poco, stava male. "A quel punto - prosegue Stefania - ho chiamato immediatamente la nostra veterinaria Francesca Mosca pensando che, com'era successo con l'altro mio cane, si trattasse di tracheite. Dal momento che la veterinaria stava operando ci ha consigliato di portarlo direttamente in clinica, vista la gravità della situazione. Intorno alle 11 di quel giovedì l'ho portato quindi clinica del vandorno: mentre andavamo su ha chiuso gli occhi e quando gli aperti erano di un colore giallo che mi ha ulteriormente preoccupata. Dalle analisi del sangue è subito emerso che i valori dei reni erano sballati e per questo Pisky è stato sottoposto a dei lavaggi per vedere se la situazione poteva migliorare. Alle 19 dello stesso giorno ci hanno richiamato e ci hanno chiesto di andare in clinica perché le sue condizioni non erano belle".

Da qui la dolorosa scelta di farlo sopprimere: "Ci hanno spiegato che l'unica soluzione poteva essere sottoporlo a dialisi in una clinica di Novara - racconta commossa la padrona -. Il costo dell'operazione era esorbitante ma per lui avrei anche speso quella cifra. Il problema era che, come ci hanno spiegato i veterinari, la situazione era così grave che non sapevano se avrebbe retto fino a Novara e se avessero potuto poi effettivamente effettuare la dialisi viste le sue condizioni. Anche la mia veterinaria, che mi ha assistito moralmente con molta umanità, mi ha fatto presente le difficoltà del caso. Quando mi sono resa conto che era inutile farlo soffrire, ho preso la difficile decisione di lasciarlo andare per il suo bene. Mi sono sentita in colpa, avrei voluto fare di più, ma non avrei mai immaginato che quello episodio isolato di vomito e il fatto che non avesse finito le crocchette fossero segnali dovuti a un avvelenamento. Dagli esami è emerso che non si è trattato di veleno per topi ma non è ancora chiaro cosa ci fosse stato all'interno del boccone. Non sappiamo come sia successo, se qualcuno abbia lanciato il cibo avvelenato direttamente nel cortile di casa o se lo abbia lasciato in giro per il paese finendo inavvertitamente mangiato dal mio cagnolino. Non ce ne facciamo una ragione, ma voglio almeno avvisare tutti i cittadini di fare attenzione".

bi.me.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore