POLITICA - 19 gennaio 2021, 17:30

Cirio, "Crisi di Governo? Il Paese poteva farne a meno. Da cittadino mi preoccupo di lavoro, scuole e negozi"

Il governatore torna sugli scossoni romani: "In certi Palazzi si dimenticano i veri problemi della gente". E sulla zona arancione, pur avendo numeri migliori del passato: "Si è voluto stringere per timore di quel che accade in Europa. Tutti facciano la loro parte, anche nelle scuole".

Cirio, "Crisi di Governo? Il Paese poteva farne a meno. Da cittadino mi preoccupo di lavoro, scuole e negozi"

"Io sto pensando ai tamponi rapidi, alla campagna vaccini, alle dosi di Pfizer e quando chiamo i ministri Boccia e Speranza lo faccio per parlare di come possiamo modulare gli orari delle scuole e per aver notizie sulle consegne delle dosi. Una crisi di governo era un'eventualità di cui il Paese, in questo momento, poteva tranquillamente fare a meno".

Alberto Cirio, pur nella sua veste di governatore del Piemonte, non usa mezzi termini quando si parla dei movimenti e delle incertezze che si stanno verificando a Roma, mentre il resto del Paese combatte in prima fila contro il Covid. Ne parla a margine dell'inaugurazione di uno dei due nuovi hotspot per i tamponi rapidi a Torino, quello in piazza Caio Mario, che portano il totale a 70 in tutto il Piemonte. "Credo che non sia il pensiero del presidente della Regione, ma del cittadino Cirio. Come tutti i cittadini che in questi giorni hanno altri problemi, non certo la conta dei numeri, il pallottoliere o le poltrone. Pensano al lavoro, ai negozi che chiudono e a come mandare i figli a scuola".

Stabilità e non crisi di governo, dunque. Ma questo non vuol dire che Cirio (esponente storico di Forza Italia) avrebbe votato la fiducia a Conte. "Non mi piacciono i trasformismi. Io faccio parte di una coalizione che non è al Governo e avrei seguito questa posizione. La fiducia dovrebbe votarla chi si è presentato alle elezioni per sostenere questo governo e non chi è stato chiamato a stare all'opposizione". "Non si doveva arrivare a questo punto - aggiunge -: spesso chi sta in qualche Palazzo romano dimentica quelli che sono i veri problemi della gente".

E un altro tema che si gioca sul tavolo Governo-Regioni è quello legato ai colori (e dunque alle regole per combattere il Covid). Quelle regole che oggi vogliono il Piemonte arancione, nonostante abbia numeri migliori di quando si trovava in zona gialla: "La spiegazione sta tutta nelle soglie, che sono state abbassate. Con la vecchia classificazione saremmo ancora in zona Gialla, ma si è voluto irrigidire per timore di quello che sta accadendo nel resto d'Europa. Dobbiamo soltanto fare in fretta a uscirne, grazie ai vaccini e al comportamento di ciascuno di noi.

Compresi gli studenti e i loro genitori: tornare a scuola è un momento delicato, tutti facciano la loro parte, mettendo le mascherine ed evitando assembramenti. Chi ci tiene alla scuola in presenza, dia per primo il buon esempio".

Dal nostro corrispondente a Torino - f.f.

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