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POLITICA | 19 gennaio 2021, 08:30

Patelli: “Conte il trasformista lasci il paese agli elettori e non chieda una fiducia che suona stonata nei modi e nei contenuti”

La parlamentare Cristina Patelli - Lega

La parlamentare Cristina Patelli - Lega

Di seguito le dichiarazioni dell’onorevole Cristina Patelli a commento delle dichiarazioni del presidente del Consiglio Conte. “Ieri è successa una cosa piuttosto evidente in parlamento: si è ricomposto il sistema proporzionale della Prima Repubblica. In un intervento, il presidente del Consiglio Conte ha riportato indietro il nostro sistema parlamentare ai tempi delle maggioranze parlamentari annullando di fatto il senso stesso delle definizioni di centro destra e centro sinistra.

E’ evidente che d’ora in poi, ogni partito grande o piccolo porterà le proprie idee e i propri contributi e, assieme ad altri, proverà a sostenere un governo. L’avvocato del popolo, così si presentò Conte, sconosciuto anche solo due anni fa, oggi ha assunto tutte le metamorfosi che gli hanno permesso di mantenere la presidenza del consiglio: prima populista, poi europeista convinto, un po’ socialista e un po’ liberale, un po’ di sinistra, un po’ di destra e un po’ di centro.

Un presidente del consiglio che oggi vorrebbe insegnare politica ai parlamentari e che è la stessa persona che si è battuta con un tira e molla di sei mesi con l’Unione Europea per introdurre Quota100 e che oggi la vuole cancellare. Lo stesso che approvava, firmandoli, i decreti sicurezza di Salvini e oggi li cancella. Insomma: l’uomo per tutte le stagioni che bene deve trovarsi a dialogare con un uomo come Mastella, tanto per fare un esempio. 

Mi auguro sinceramente che il Parlamento non vivacchi su un pugno di voti, ma abbia un po’ di timore del giudizio della storia e permetta agli italiani di esercitare la propria sovranità andando al voto. Che non lasci governare un governicchio sostenuto da una maggioranza relativa in un periodo tanto delicato. Un governo posticcio sostenuto da persone che hanno il timore di andare a votare perché timorosi di perdere una poltrona che difficilmente ritroveranno. 

Ma Conte ci proverà a continuare a tenere in vita un governo senza un’idea politica comune, senza una base valoriale comune, basato solo sul motto del 'Fare buon viso a cattivo gioco'. La politica intesa nel suo senso più alto manca oggi totalmente nell’azione del presidente Conte. Ed è sempre mancata. Perché di fronte ad una pandemia mondiale, sono dati di oggi, dovremmo riconoscere di essere i peggiori al mondo per numero di contagi, che è il più alto prima della sola argentina rispetto a un Pil che è il più basso. Al mondo.

E chi ha governato il paese in questo modo ha ancora il coraggio di chiedere la fiducia? Fiducia in che cosa? Ma soprattutto in chi? Ci faccia un piacere il presidente Conte: lasci stare e permetta al paese di tornare alle urne e scegliere i partiti che sono in grado di costruire, con i numeri che otterranno, un governo sano e duraturo. Ci lasci, Conte, tornare alla politica perché all’interno di questa crisi soffocante, quando le aziende potranno nuovamente licenziare, serviranno risposte. E oggi queste risposte non solo non sono state date, ma non esistono. Conte e il suo governo di “cadregat” non ci hanno pensato e devono lasciare spazio ad altri”. 

comunicato patelli - f.f.

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