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ATTUALITÀ | 16 gennaio 2021, 06:50

Sci, slitta al 15 febbraio l'apertura degli impianti. "Un'altra stagione ormai persa"

Preoccupazione dai vertici delle strutture di Bielmonte e Oropa. Per quest'ultima la situazione è aggravata dall'accatastamento della Funivia, che rischia di far saltare la revisione di gennaio 2022. Pirali: "Chiamerò a raccolta il territorio"

Il presidente delle Funivie di Oropa Gionata Pirali (in alto) e il gestore degli impianti di Bielmonte Giampiero Orleoni (in basso)

Il presidente delle Funivie di Oropa Gionata Pirali (in alto) e il gestore degli impianti di Bielmonte Giampiero Orleoni (in basso)

“Un’altra stagione ormai persa”. C’è amarezza nelle parole di Giampiero Orleoni, direttore della Icemont Sas che gestisce gli impianti a Bielmonte, e di Gionata Pirali, presidente della Fondazione Funivie di Oropa, in seguito alla notizia sulla riapertura degli impianti sciistici prevista per il 18 gennaio e posticipata al 15 febbraio.

“Visto l’aumento dei casi - prosegue Orleoni - era lo scenario più probabile. Siamo chiusi da marzo: d’estate abbiamo potuto tenere aperto ma l’attenzione nella stagione estiva non è la stessa che riscontriamo in quella invernale. Tutto ha comunque funzionato in sicurezza, poi è arrivato l’inverno e la grande affluenza riscontrata nelle più famose località sciistiche ha costretto alla chiusura. Forse se fossimo riusciti a gestirla meglio avremmo portato a casa parte della stagione. Purtroppo chi non vive il nostro mondo ci considera come qualcosa di superfluo, ma così facendo non si tiene conto di chi qui ci lavora. Vedremo se potremo rientrare nelle categorie che possono ricevere i ristori almeno per continuare a sostenere i dipendenti fissi, per i quali non abbiamo mai attivato la cassa integrazione nonostante il momento”.

"Fanno prima a dirci di non riaprire e di lavorare sui ristori" commenta il presidente della Fondazione Funivie di Oropa, Gionata Pirali. "Se avessimo aperto lunedì avremmo potuto ancora recuperare qualcosa, ma partire da metà febbraio non ha senso". Come per tutti gli impianti, anche le Funivie di Oropa prevedono dei costi di manutenzione non indifferenti, con cui le amministrazioni fanno i conti anche quando la struttura rimane chiusa: "sono passaggi obbligatori per garantire la sicurezza dell'impianto, che prevedono ovviamente l'impiego di dipendenti. Sono scocciato e preoccupato: da una parte dobbiamo affrontare il problema del mancato guadagno dovuto alla chiusura degli impianti, dall'altra la nota questione dell'accatastamento, che sta provocando notevoli ritardi e rischia di far saltare la revisione di fine vita tecnica prevista per gennaio 2022. Non credo che potremo riaprire a febbraio e probabilmente saremo comunque costretti a saltare ancora alcune stagioni".

Le spese da affrontare, quindi, sono in continuo aumento. "Ci stiamo impegnando a cercare dei fondi - prosegue Pirali - alcuni arriveranno da comune e Regione, ma credo sia giunto il momento di coinvolgere tutto il territorio, com'era stato fatto per la cestovia. Salvare le Funivie di Oropa deve essere una volontà e una priorità chiara per tutti, soprattutto in una Biella Città Alpina e Città Creativa Unesco. Senza le Funivie muore la maggior parte del contesto della Conca di Oropa e anche il lavoro che era stato fatto sulla cestovia risulterebbe vano. Due sono i nostri principali obiettivi: salvare la Funivia e lavorare affinché ci sia un'adeguata ricezione nelle strutture ricettive della conca. Il comune di Biella e la Provincia, così come tutti i soci, ci sostengono continuamente. Ma ora chiamerò a raccolta il territorio".

bi.me.

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