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AL DIRETTORE | 10 gennaio 2021, 09:15

"Noi operatori dello sport dimenticati" una lettrice ci scrive

"Noi operatori dello sport dimenticati" una lettrice ci scrive

Gentile Direttore di newsbiella,

mi rivolgo a voi nella speranza che possiate accogliere questo mio sfogo e, se lo ritenete, pubblicarlo affinché possa scuotere le coscienze, o, per lo meno, attirare un po' l'attenzione su uno dei settori maggiormente dimenticati, in questo triste momento. Sono un'istruttrice di nuoto, acquafitness e fitness, in questo momento a casa senza lavoro da più di due mesi. Sebbene operi anche a livello di fitness terrestre, la mia principale occupazione riguarda l'ambiente acquatico, che conosco meglio. Sono delusa, amareggiata e stanca e vorrei raccontare la mia storia.

So benissimo che ognuno di noi in questo momento sta vivendo un periodo non facile; non lo è per nessuno, certo, ma io faccio parte di un mondo, quello sportivo, che più di ogni altro sta soffrendo per questa situazione drammatica. Nessuno si aspettava la chiusura del 26 ottobre, non dopo che erano stati spesi soldi per mettere tutto a norma, per le sanificazioni, per i controlli... credo che non ci fosse posto più sicuro di una piscina. Non ci aspettavamo la chiusura dopo le parole del Presidente Conte, che ben lasciavano sperare.

Come una doccia gelata, un nuovo stop che, badate bene, doveva protrarsi fino al 24 novembre. Da quella data, nulla si è più saputo degli impianti sportivi. Siamo semplicemente stati dimenticati, messi da una parte. Ogni tanto qualche notizia lascia intendere che il CTS e i Ministri si stiano occupando della questione sportiva, nella realtà dei fatti siamo al 10 di gennaio e nulla ancora si sa per certo. Notizie frammentarie ipotizzano l'apertura dal 18 gennaio con “regole ancora più restrittive di quelle attuate fin'ora” e io mi chiedo quali siano queste regole.

Non voglio nemmeno pensarci, spero che la piscina, dove io mi sento a casa, resti chiusa ancora fino a fine gennaio, per poi riaprire i battenti a febbraio, come a giugno dello scorso anno. Pia illusione? Chi lo sa, al momento so solo che io, come molti miei colleghi di tutta Italia, ci sentiamo persi e invisibili. Al danno economico si sta sommando anche il danno morale, la lunga inattività, il fatto di non poter fare quello che più amiamo. Nonostante la chiusura degli impianti sportivi, poi, la curva dei contagi non è scesa così come ci si aspettava, mi viene da pensare che la causa non fosse quindi imputabile a piscine, palestre e scuole di calcio o di danza (permettetemi di evidenziare anche come non ci siano dati certi di focolai in strutture sportive...).

Nell'immaginario dei profani del mondo sportivo, praticare uno sport è solo un fattore estetico, nella migliore delle ipotesi lo sportivo non professionista è un fanatico della forma fisica o malato di mente. Nella realtà dei fatti, lo sport è un valido aiuto alla salute delle persone, non solo fisicamente, soprattutto psicologicamente. E' un antidoto alla depressione (e scusate tanto, ma in questo momento difficile, non si contano i depressi): non è un caso che, come “cura” antidepressiva, si consigli il movimento. Il buonumore, poi, è un valido aiuto alle nostre difese immunitarie. Non solo, la pratica di uno sport aumenta il nostro potenziale fisico, l'ossigeno raggiunge più facilmente le nostre cellule, tutti i tessuti e gli organi del nostro corpo ne traggono beneficio, aumentando la nostra capacità a reagire alle malattie.

E cosa abbiamo deciso di stoppare? Lo sport... Non ci credo, non posso credere che siamo in balia di persone così ignoranti in materia da non riconoscere i principali benefici delle attività sportive. Invece, andiamo incontro a un futuro che ci troverà depressi, immunodeficienti, obesi, catatonici e socialmente apatici, in un mondo dove i bambini (e non solo) stanno perdendo il contatto con i loro simili, la competizione quella sana, la socialità. Parlando poi di piscina, è stato tolto un beneficio enorme non solo ai “normodotati”, ma a tutte quelle popolazioni definite “speciali” che potevano trovare sollievi ed effetti positivi solo con il nuoto o le attività acquatiche.

Scusate lo sfogo, ma ogni giorno che passa la mia amarezza aumenta, così come la sfiducia nelle istituzioni e in chi dovrebbe rappresentarci: forse solo perchè non portiamo un profitto economico nell'immediato (vendiamo servizi e non beni di consumo) siamo stati i primi ad essere sacrificati. Spero che si capisca presto l'importanza dell'attività fisica a tutte le età e per tutte le fasce, nuotare non è solo uno sfizio o un piacevole svago, è molto di più.

Lettera firmata

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