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CRONACA | 09 gennaio 2021, 06:50

Due cani avvelenati a Occhieppo Inferiore, la padrona: "Un gesto ingiustificabile"

A parte un biglietto di minacce anonimo inviato quasi due anni fa, nessuno aveva riportato lamentele

Due cani avvelenati a Occhieppo Inferiore, la padrona: "Un gesto ingiustificabile"

Giaceva su un fianco, con della schiuma che le usciva dalla bocca, inerme. Ha rischiato di morire Teti, una cagnolina di taglia media che nella giornata del 30 dicembre è stata avvelenata, insieme al suo fratellino peloso Ra, da un boccone lanciato da ignoti nel cortile di una casa di via San Clemente a Occhieppo Inferiore. La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi sui social proprio dalla sua padrona, Alessandra Mazzia, che racconta: “Con le ultime forze che aveva è riuscita a buttare giù un oggetto in giardino per fare rumore e chiedere aiuto. Quando sono arrivata a casa di mia mamma (dove Teti e Ra vivono insieme al terzo fratello, Loki) era immobile e riusciva soltanto ad aprire e chiudere gli occhi. Abbiamo immediatamente chiamato il veterinario che, vista l’urgenza, ci ha consigliato di farla ricoverare in una clinica per la notte”.

Qui è stata tenuta sotto osservazione e sedata più volte per calmare le crisi che riportava ad ogni risveglio. Suo fratello Ra, invece, ha iniziato a stare male un’ora dopo: “Stessi sintomi della sorella - spiega Alessandra - ma avendolo preso per tempo e avendo assunto una dose inferiore di veleno rispetto a Teti è riuscito a riprendersi prima”. Per sicurezza i veterinari della clinica hanno voluto visitare anche Loki, che dopo gli opportuni controlli è risultato sano: probabilmente è stato l’unico a non ingoiare il boccone.

I due cagnoloni, che oggi stanno bene, sono stati sottoposti a lavanda gastrica, che ha permesso di tirare fuori i bocconi avvelenati. La mattina seguente anche Teti, che si trovava in condizioni peggiori di Ra, è migliorata. Nel pomeriggio dello stesso giorno, il 31 dicembre, entrambi sono stati dimessi. Nel frattempo, la clinica ha sporto denuncia all'Asl e ai vigili urbani. 

“Chi ha avvelenato i nostri cani non è il solo dedito a queste vigliaccate nei dintorni di casa nostra - confida Alessandra -. Negli ultimi anni nella nostra strada sono avvenuti altri episodi con modus operandi simile. Io capisco che l’abbaiare dei cani possa dare fastidio, ma avrei preferito che qualcuno venisse a parlarci o piuttosto che allertassero la Polizia Locale. A parte un biglietto anonimo ricevuto tra la primavera e l’estate del 2019, in cui ci intimavano di trovare una soluzione per evitare di dover prendere provvedimenti contro i nostri cani, nessuno è mai venuto a parlarci di persona e i nostri vicini non hanno comunque lamentato un fastidio tale da dover ricorrere ad un gesto del genere, che in qualunque caso non è giustificabile".

Un gesto che ha avuto ripercussioni sui due cagnolini: "I primi giorni Teti non mangiava nemmeno, poi ha ricominciato a nutrirsi ma ogni volta si avvicina con diffidenza alla ciotola e la annusa prima di iniziare a mangiare. Ra e Loki, invece, sono molto più litigiosi del solito. Già dal giorno in cui ci hanno inviato il messaggio anonimo abbiamo cercato di limitare il disagio; al momento si trovano tutti e tre a casa mia in attesa che il giardino venga totalmente bonificato. Noi cercheremo di fare il possibile per ridurre il problema, compatibilmente con la natura dei cani, che sono abituati a stare in giardino e in casa non vivono bene".

bi.me.

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