/ COSTUME E SOCIETÀ

COSTUME E SOCIETÀ | 09 gennaio 2021, 12:30

Con il 2021 è iniziato il nuovo ciclo di attività solare

Il direttore dell'Osservatorio Astronomico Biellese Daniele Pigato: "Si tratta del 25° ciclo dal 1610, quando Galileo Galilei, puntando il suo telescopio sul Sole, si accorse per primo della presenza delle macchie solari"

Foto di repertorio

Foto di repertorio

È stata osservata anche presso l'OABi, l'Osservatorio Astronomico Biellese, gestito dall'Unione Biellese Astrofili a Cascina San Clemente di Occhieppo Inferiore, la timida ripresa dell'attività del Sole, che dà avvio al 25° ciclo undecennale solare. Nel grafico registrato all'Osservatorio, su un tracciato praticamente piatto, si evidenziano tre picchi, ancora molto modesti e sporadici, che tuttavia sono sintomatici del fatto che nel Sole "qualcosa si sta muovendo" e testimoniano la ripresa dell'attività solare del nuovo ciclo, che, incominciato lo scorso autunno, culminerà nell'Estate 2025, per poi ancora scemarsi man mano fino all'Inverno 2031.

Commenta Daniele Pigato, astrofisico biellese e direttore dell'attività dell'Osservatorio: "L'inizio del nuovo anno ci porta a gamba tesa anche in un  nuovo ciclo di attività solare, il 25°, da quando, nel lontano 1610, Galileo Galilei, puntando il suo telescopio sul Sole, si accorse per primo della presenza di "strane macchie scure" sulla sua superfice. Oggi sappiamo che queste regioni più scure, dette macchie solari, appaiono così per ragioni di contrasto, perché più fredde rispetto alla superficie della nostra stella. Esse sono anche indicative dell'attività solare in atto, in particolare maggiore è la loro presenza, più attiva è la nostra stella. In particolare, nel corso dei secoli, è stata osservata una vera e propria ciclicità nel loro numero e posizione che si ripete ad intervalli regolari di circa 11 anni, che prende appunto il nome di Ciclo Solare. Il tutto messo in moto da potentissimi campi magnetici che si generano all'interno del Sole e che a intervalli regolari, ad ogni nuovo ciclo, si invertono in polarità (nord e sud), dando origine ad un nuovo ciclo".   

"Durante queste fasi - continua Pigato - si assiste ad un minimo e ad un massimo della sua attività, con importantissime ricadute anche per tutti noi! Durante cicli molti intensi, come lo sono stati ad esempio il 21° e il 22°,  si assiste infatti ad un maggior numero di macchie solari, a fenomeni più energetici legati all'emissione di grandi quantità di particelle dal Sole e di vento solare che arrivando fino alla Terra, oltre a produrre spettacolari fenomeni quali le Aurore, possono causare seri problemi alle reti satellitari ed elettriche, soprattutto nelle regioni più a nord del nostro pianeta. Molti studi associano inoltre alla maggiore o minore attività del Sole, effetti diretti sulla formazione della copertura nuvolosa sul nostro pianeta, con importanti conseguenze anche per fenomeni siccitosi o di grande piovosità. 

"Per questa ragione - conclude il direttore OABi - oggi esiste una vera e propria "scienza metereologica spaziale" detta Space Weather, che mira a studiare e a prevedere i possibili effetti di queste "tempeste" sul nostro pianeta, soprattutto per mettere in sicurezza le delicate infrastrutture elettriche e satellitari più esposte in caso di eventi estremi. Quello appena iniziato si presenta quindi come un ciclo di carattere moderato, ma l'esperienza ci insegna che anche cicli relativamente "deboli" possono produrre grandi tempeste solari e regalarci inaspettate sorprese, tra cui splendide Aurore Boreali.  Insomma non ci resta che osservare! Buon 25° ciclo solare a tutti!". 

Comunicato Stampa UBA - a.b.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore