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Biellese Magico e Misterioso | 03 gennaio 2021, 08:00

Biellese magico e misterioso: BIELLA VERNATO - Vërnà e La “Cà dël mago” del Vernato

A cura di Roberto Gremmo

Biellese magico e misterioso: BIELLA VERNATO - Vërnà e La “Cà dël mago” del Vernato

Nell’antico borgo del Vernato, località delle ‘verne’, gli ontani, tiravano vita grama povere famiglie di cardatori. 

L’uscita carraia che fra spesse mura ghibelline si apriva verso la campagna della “Marziglia” era nota come “Porta della Rovere” ma venne atterrata nel 1879. Il nome segnala che la strada portava ad una grande quercia, una “ròl” frondosa, eccellente riparo per incontri clandestini d’ogni tipo.

Fuori dal Vernato esisteva fin dal Duecento una chiesa plebana dedicata a Sant’Agata poi trasformata in cascina.

 

Si credeva che nell’edificio cercassero d’entrare le streghe e che per impedire il loro ingresso i fedeli gettassero nell’acquasantiera una moneta per creare una barriera invisibile.

Quand’ero ragazzo proprio nella catapecchia costruita al posto della chiesa abitava un’anziana contadina originaria di Borriana che aveva fama di guaritrice ed indovina e quando il vento soffiava più forte e rovinoso la donna diceva che era appena morta una persona malvagia o che gli angeli ed i diavoli stavano lottando fra loro per possedere l’anima d’un defunto. 

A fine Ottocento il Vernato doveva assistere ai prodigi della ventiduenne Margherita Illuminata Massazza che vi veniva portata in processione dal borgo di Sordevolo e nei pressi della “Cà del Mago” della famiglia Gremmo si concedeva alla contemplazione dei devoti. Ispirando beatitudine.

 

I fedeli della giovane mistica avevano fatto stampare un ponderoso volume con la copertina celeste dal titolo “Il libro rivelato dallo Spirito Santo”, dettato dalla veggente al culmine d’una esaltazione spirituale. Veniva creduta una vera e propria “Santa” che come Davide Lazzaretti, predicava che passati i tempi del Padre e del Figlio fosse giunta l’epoca dello “Spirito Santo” con la fine dei tempi terreni.

Per metterla al riparo da ogni persecuzione e darle protezione, uno dei seguaci, il falegname Giuseppe Vaglio di Pettinengo, l’aveva sposata il 2 settembre 1877 ma tre anni dopo, appena ventiquattrenne, Margherita era morta e v’è chi dice in un rotear del sole.

 

In seguito, proprio nella “Cà dël Mago” della famiglia Gremmo viveva ed operava un uomo col dono di guarire ogni tipo di lussazione e slogatura.

Oggi quell’edificio è stato demolito per farvi un parcheggio.

Questo articolo é estratto dal nuovo libro “I segreti dei paesi biellesi” per concessione dell’Editore “Ieri e Oggi” (via Italia 22 Biella tel. 015351006 - ierieoggi@tiscalinet.it).

Saremo grati a chi vorrà segnalarci altre realtà del Biellese segreto scrivendo a storiaribelle@gmail.

Roberto Gremmo

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