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ECONOMIA | 10 dicembre 2020, 15:44

Le scuole guida suonano il clacson della disperazione: “Calo del 90% del lavoro, migliaia di esami arretrati”

Il segretario provinciale di Unasca, Forneris: "La situazione è insostenibile, Torino è maglia nera in Italia". Assessore regionale Ricca: "I titolari di scuole guida mi hanno ben spiegato che il lavoro non gli manca e vogliono soltanto poter tornare al volante".

Le scuole guida suonano il clacson della disperazione: “Calo del 90% del lavoro, migliaia di esami arretrati”

Un suono prolungato di clacson ha spezzato la quiete di piazza Castello. A far sentire la loro voce, oggi, i proprietari delle scuole guida torinesi, che con le loro auto hanno occupato lo spazio davanti alla Regione Piemonte. Il loro è un appello disperato: “Fateci lavorare, siamo in grado di garantire la sicurezza”.

La situazione per quanto riguarda il loro settore è drammatica, in particolar modo a Torino, con migliaia di esami in arretrato e pochi esaminatori in grado di smaltirli. A fare chiarezza è Lorenzo Forneris, segretario provinciale Unasca: “A inizio dicembre avevamo 13.500 fogli rosa attivi a fronte di una prenotazione di 1.800 esami. Con questo ritmo il tempo di smaltimento supererà sia la scadenza dei fogli rosa prorogati fino al 3 di maggio che di quelli ordinari”.

Un problema non da poco.In provincia di Torino le scuole guida coinvolte sono circa 250. “Abbiamo avuto un lockdown, gli esami sono ripartiti in 3 di giugno ma sono ripartiti azzoppati: abbiamo bisogno di un intervento immediato. Non appena il Piemonte diventerà zona gialla, servirà un invio straordinario di esaminatori da Roma, da Genova, da qualsiasi città, per supportare Torino” ha rivelato Forneris.La carenza di organico, unita allo smartworking, ha reso insostenibile la situazione. Gli esaminatori infatti, oltre a essere pochi, non si occupano solo di esami ma svolgono anche altre attività e questo non permette di smaltire gli esami arretrati.

“E’ stato pubblicato il calendario degli esami di gennaio: su 30 esaminatori disponibili, dal lunedì al venerdì, ne escono due al giorno. Gli altri sono impegnati in altre attività. La situazione è insostenibile” è il commento del segretario provinciale.

Chi sembra essere consapevole della gravità dell’imbuto in cui sono caduto le scuole guida torinesi è Fabrizio Ricca, assessore regionale alla Sicurezza: “Siamo al fianco dei proprietari di Scuole Guida. Domani scriveremo insieme una lettera a ministero e motorizzazione per chiedere risorti e di sbloccare la situazione”.

Dopo aver incontrato una delegazione di lavoratori, Ricca ha ribadito la volontà di inviare due lettere: una alla Motorizzazione e l’altra al Ministero: “Bisogna chiedere sia ristori per la categoria che la possibilità di far tornare a lavorare, ovviamente in sicurezza, questi uomini e queste donne che chiedono soltanto di poter riprendere la loro attività. I titolari di scuole guida mi hanno ben spiegato che il lavoro non gli manca e vogliono soltanto poter tornare al volante. Ci mettiamo al loro fianco per fare in modo che a Roma vengano ascoltati subito”.

Dal nostro corrispondente a Torino - f.f.

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