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Regione Piemonte | 27 novembre 2020, 18:07

Il Piemonte "vede" la zona Arancione: ecco cosa potrebbe succedere per negozi, spostamenti e vita quotidiana

Secondo le previsioni del presidente Cirio, il Ministero della Salute "promuoverà" i progressi della regione: l'indice RT è sceso sotto l'1. Il governatore: "Approveremo misure ad hoc per contenere gli assembramenti in centri commerciali e mezzi pubblici".

Carabinieri di Coggiola durante un posto di blocco nel lockdown

Carabinieri di Coggiola durante un posto di blocco nel lockdown

Dopo settimane di sacrifici, il Piemonte sta per essere declassato da Zona Rossa a Zona Arancione. A decretarlo sarà - secondo quanto anticipato già ieri dal governatore Alberto Cirio - il Ministero della Salute, a seguito del consueto monitoraggio settimanale: i 14 giorni di progressi dal 13 al 27 novembre, tra cui l'indice RT sceso sotto la soglia di 1, fanno si che la regione possa vedere progressivamente allentate le misure tra l'1 e il 3 dicembre.

"Questo risultato - ha affermato ieri Cirio - è il frutto di tanto lavoro e impegno, oltre alle prime misure di contenimento legate alle scuole superiori, i centri commerciali o la capienza del trasporto pubblico. I numeri dicono che tutto questo è servito, ma serve prudenza, prudenza prudenza: da un lato dobbiamo essere soddisfatti, ma anche renderci conto che si tratta soltanto di un piccolo passo".

"Incontrerò sindaci ed epidemiologi per stabilire misure regionali che ci permettano di vivere al meglio queste nuove possibilità, soprattutto per evitare assembramenti nei centri commerciali e sui mezzi pubblici, i luoghi cioè dove l'esperienza ci ha insegnato bisogna avere maggiori attenzioni", ha concluso il presidente della Regione. Ma cosa cambierà concretamente in Piemonte nei prossimi giorni?

Spostamenti  In base a quanto stabilito dal Governo, nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità

Ristoranti, pizzerie e bar  Ristoranti, bar, gelaterie e locali di somministrazione rimangono chiusi al pubblico, ma aperti per la vendita da asporto, consentita tra le 5 e le 2 e per la consegna a domicilio, consentita senza alcun limite d'orario.

Negozi e centri commerciali  Riaprono i negozi, senza limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. 

Fiere e mercatini di Natale  Vietate dal Dpcm le manifestazioni di natura fieristica, come i mercatini di Natale realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato.

Musei e luoghi di cultura  Rimane sospeso il servizio di apertura al pubblico di musei e luoghi di cultura

Funzioni religiose  Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni. Gli eventi religiosi devono svolgersi in forma statica e nel rispetto delle misure di contenimento.

Sport e palestre  Rimangono chiuse le piscine, le palestre e i centri benessere, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP. Non è possibile praticare sport di contatto, che risultano ancora sospesi.

Dal nostro corrispondente a Torino - f.f.

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