/ CRONACA

CRONACA | 25 novembre 2020, 07:30

"Questo non è Amore" prosegue la campagna della Polizia contro la violenza sulle Donne

Testimonianze reali, numeri in un'attenta analisi del grave problema.

"Questo non è Amore" prosegue la campagna della Polizia contro la violenza sulle Donne

"Noi facciamo grandi sforzi e continueremo a farli, ma fino a quando la comunità si disinteresserà e non si farà carico di sostenere le vittime, fino a quando le donne si sentiranno sole nell’ambito della comunità, il nostro impegno resterà incompiuto". Sono le parole del Capo della Polizia Franco Gabrielli in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle Donne. Prosegue anche quest'anno la campagna della Polizia: "Questo non è Amore". Ecco la testimonianza di Elena.

"Angelo è sempre stato un tipo violento, ogni occasione era buona per arrabbiarsi e picchiarmi anche alla presenza di mio figlio; i litigi avvenivano sempre per motivi di gelosia. Quando siamo andati a vivere insieme capitava che si innervosiva perché diceva che io gli mentivo e mi picchiava a mani nude, colpendomi con schiaffi dappertutto. Da sei mesi a questa parte, quando ho scoperto di essere incinta, il comportamento di Angelo è peggiorato. Diceva che il bambino non era suo, che io lo avevo tradito con qualche altro uomo e mi picchiava: non lo faceva più solo con le mani, mi picchiava con il piede di legno di una sedia.

Mi colpiva dappertutto con la mazza, sulle gambe, sulla schiena e sulle braccia che erano a protezione della mia pancia. Ieri pomeriggio non ne potevo più, avevo il respiro affannoso, non sentivo più il bambino muoversi, gli ho chiesto di portarmi in ospedale. L’ho implorato…

– I successivi accertamenti clinici hanno certificato l’interruzione della gravidanza e la morte del feto avvenuta da almeno 4-5 giorni. È tale lo stato d’animo che tempesta la donna, ascoltata dai poliziotti della Squadra Mobile, che più volte è stata costretta ad interrompere il suo racconto per le lacrime ed ha chiesto alla Polizia di rimanerle accanto anche in ospedale, per paura che lui si presentasse anche li.

Elena si è emozionata quando finalmente è stata messa in contatto con la sorella e la madre, perché Angelo, da cinque anni, le aveva impedito di chiamarle. Nei confronti dell’uomo è stato eseguito un provvedimento di fermo ed è stato avviato il procedimento penale. Contestualmente, è stato emesso subito un provvedimento di ammonimento del Questore per violenza domestica. La donna adesso potrà ritrovare la sua dignità". 

Di seguito potete scaricare cliccare e leggere tutte le altre testimonianze, i tristi numeri: dalle segnalazioni delle Divisioni Anticrimine emerge che nel 62% dei casi l’autore dei reati rientranti nella violenza di genere è il coniuge, convivente, fidanzato o ex partner. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU'

comunicato polizia - f.f.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore