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CRONACA | 25 novembre 2020, 06:50

Muore il figlio Luigi, 24 ore dopo se ne va anche il padre Ottavio. La tragedia della famiglia Zin: “Una fatalità”

Comunità di Masserano e Cossato in lutto per la tragedia familiare abbattutasi nei giorni scorsi. “Nonno è stato un eroe di guerra, papà un campione d'altruismo – racconta il nipote Andrea - Li ringrazio per ciò che mi hanno trasmesso”.

famiglia zin masserano cossato

“Mi porto dentro il cuore il ricordo di due eroi: non so darmi una risposta a quello che è accaduto alla mia famiglia. Forse, è stata semplicemente una fatalità. Sono contento che nonno non abbia assistito in prima persona alla morte di papà. Se n'è andato serenamente”. Queste le parole di Andrea Zin che, nel giro di 24 ore, ha perso gli affetti più cari: prima il padre Luigi, mancato giovedì scorso all'età di 68 anni; poi il nonno Ottavio, scomparso il giorno dopo a 99 anni. Il prossimo settembre avrebbe compiuto il suo primo secolo di vita.

“Quando papà è stato ricoverato in ospedale - spiega Andrea a nome della famiglia - nonno era caduto dalle scale e lo abbiamo curato in casa, promettendogli che ci saremmo presi cura di lui, insieme alla mia compagna Novella e a mamma Emanuela. Poi, nei giorni successivi, ha cominciato perdere lucidità fino alla sua morte”. Entrambi erano molto conosciuti a Masserano e Cossato e il dolore della loro perdita ha colpito profondamente le due comunità. Papà Luigi, infatti, era geometra, alpino e responsabile dell'Ufficio Tecnico del comune di Masserano, nonché volontario della Croce Rossa di Cossato (leggi qui). Nonno Ottavio, invece, era un bersagliere ed eroe di guerra, con una medaglia puntata al petto per il valor militare.

“Nonno ha preso parte al secondo conflitto mondiale e, dopo l'armistizio del 1943, si è rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò – racconta il nipote Andrea – Una volta imprigionato è stato portato nei campi di prigionia prima in Germania, poi in Polonia. Ha rischiato la vita in diverse occasioni ma fortunatamente è tornato in Friuli sano e salvo. Successivamente ha lavorato nel settore dell'edilizia trasferendosi nel Biellese nei primi anni '50”.

Nonno bersagliere, papà alpino: due modelli fondamentali per Andrea e il fratello Alessandro: “Due gran lavoratori, non si sono mai tirati indietro di fronte a nulla. Oggi non ci sono più ma pensando a loro il cuore mi si riempie d'orgoglio. Da loro ho imparato molto. Nonno è stato un eroe di guerra, papà un campione d'altruismo che ha continuato a pensare agli altri anche nei giorni furenti del Covid. E li ringrazio per ciò che mi hanno trasmesso. Infine, vorrei ringraziare per il calore e l'affetto dimostrato anche le associazioni, gli amici e i conoscenti che si sono stretti al nostro dolore, in particolar modo la Croce Rossa di Cossato”.

g. c.

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