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EVENTI | 24 novembre 2020, 06:50

"Mi chiamo Francesco Totti", il film parla anche biellese: "Su suo assist mi sono divorato un gol"

Nel 1992, esordio in azzurro del centrocampista nato a Biella. L'Italia pareggiò 1-1 a Wembley davanti alla Regina Elisabetta.

"Mi chiamo Francesco Totti", il film parla anche biellese: "Su suo assist mi sono divorato un gol"

"Francesco Totti, un ragazzo di borgata che si è mantenuto tale". Stiamo parlando dell'unico biellese che compare nel film del campionissimo in maglia azzurra e giallorossa. Il capitano per eccellenza. Ma alcune scene vedono anche l"Orso" della città di Biella comparire con orgoglio nelle vesti di Gianni Alberto. E' il nostro concittadino che ha conosciuto Totti, ha giocato con lui in Nazionale giovanile e contro in campionato di categoria. Una gioia immensa per i suoi fratelli Mauro e Stefano, per l'orgoglio di mamma Piera. 

"Ho trascorso diversi momenti irripetibili -racconta Gianni Alberto-. Mi ricordo benissimo il giorno del mio esordio con la maglia azzurra, in Under 15. Era il 6 giugno 1992 e avevamo giocato nel tempio del calcio a Wembley. Dove è nato il calcio. Una ricorrenza particolare in Inghilterra che aveva portato allo stadio 50 mila spettatori, tra i quali era presente anche la Regina Elisabetta. Emozione vera per tutto. Rivedermi in questo film ha fatto più effetto a tanti miei amici e conoscenti. Per me, sinceramente, è stato bellissimo ma diverso proprio perchè ho avuto la fortuna di frequentare l'ambiente calcio e conoscere molti giocatori. Resta indiscutibile il fatto che l'emozione ovviamente c'è stata e rimarrà nel mio cuore". 

Ma andiamo a ripercorrere quei quattro giorni inglesi. "Durante il ritiro ho avuto modo di conoscere Francesco Totti, già allora un ragazzo simpaticissimo, di borgata che per sua fortuna si è mantenuto tale fino ad oggi -continua Alberto-. Ma non solo, ho conosciuto giocatori del calibro di David Beckham, allora infortunato, Phil Naville, per anni colonna portante del Manchester United insieme a suo fratello Gary. Per non parlare dei nostri giocatori italiani e miei ex compagni alla Juventus. A Londra Totti ci aveva fatto sognare realizzando il rigore dell'1-0. Poi dopo il loro pareggio, io ero subentrato a inizio secondo tempo e mi ero divorato, proprio su assist di Francesco, il gol che poteva regalarci la vittoria". 

Chi conosce Gianni Alberto, fin da quando tirava i primi calci al pallone, è il consigliere comunale Corrado Neggia. "Per Gianni mi fa un enorme piacere che compaia in questo film -racconta-. E' un premio che in pochi riescono ad ottenere; comunque a 15 anni confrontarsi con il meglio della categoria e essere compagno di Totti in azzurro, per lui è stata tanta roba. L'ho visto nascere, sono amico di famiglia, era un 'prodigio' sin da piccolo anche se all'epoca il più forte era suo fratello Stefano. Gianni avesse potuto mischiare le qualità di Stefano con la caparbietà e lo spirito di Mauro, a quest'ora sarebbe stato il prototipo del calciatore perfetto. Un campionissimo".

Ripercorrendo le varie tappe, a Neggia è venuto in mente un episodio significativo. "Quando allenavo la Chiavazzese giovanissimi, fine anni '80 -conclude-, nel girone di ritorno eravamo imbattuti in campo esterno e l'ultima giornata di campionato giocavamo a Candelo, primi in classifica. In quell'occasione avevo a disposizione 9 giocatori ma nonostante questo, volevamo chiudere in bellezza. Ho pescato negli esordienti, uno di questi era proprio Gianni Alberto. Avevamo pareggiato 1-1 ma già allora si era visto che non era secondo a nessuno, neanche ai più grandi, per la gioia mia e del suo papà Berto Berto".  

Fulvio Feraboli

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