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COSTUME E SOCIETÀ | 23 novembre 2020, 18:40

Su Nuraghe, il Natale in poesia tra le Sardegna e Biella

Domani sera, in collegamento transoceanico on line tra Biella e La Plata in Argentina, Nicola Loi presenta la sua poesia sul Natale per grandi e piccini

Abbasanta (Oristano), Nuraghe “Zuras" - Foto Marco Collu

Abbasanta (Oristano), Nuraghe “Zuras" - Foto Marco Collu

I versi di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro), che annunciano il Natale vicino, composti per la Scuola dell'infanzia di Uri (Sassari), verranno inseriti tra i testi del prossimo appuntamento del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, per imparare a leggere e scrivere in lingua materna contemporanea.

“Bona Pasca ‘e Nadale/Buon Natale” di Nicola Loi è poesia per bambini, commissionata della maestra Manuela Bande di Sarule (Nuoro), per i suoi piccoli allievi di tre-sei anni. Scritta appositamente per i piccoli scolari, accoglie gli argomenti svolti in classe. Con l’adozione prudenziale della didattica a distanza, l’insegnante ha chiesto al Poeta di comporre versi da far imparare ai bambini per essere poi inseriti in un breve video che sostituirà il tradizionale saggio di canti e di poesie di Natale. Composizione bilingue, in sardo e in italiano, dalla quale fanno capolino i divieti governativi di potersi baciare, toccare, abbracciare e la “raccomandazione” di stare un po’ lontani, oltre agli argomenti didattici svolti in classe, riguardanti cielo, stelle, pianeti.

Linguaggio semplice, adatto ai più piccini, segue fedelmente le regole compositive della poesia sarda, rispettando in entrambe le composizioni rima e metrica del “cantu a frore de otto cambos”, “versi di otto sillabe”. È una poesia a “muttetu”, composta di nove “battorinas”, “quartine”, in cui sono presenti “isterrida e amantu”, “presentazione e sviluppo” dei temi assegnati.

Nell’accettare la sfida a misurarsi con l’italiano - sua seconda lingua, Nicola Loi ha messo le mani avanti. “Già l’ischis chi m'est in pigada”, ha osservato davanti alla richiesta che gli veniva formulata, vale a dire: l’italiano “lo sai che mi è in salita”. Erede del canto a poesia al pari degli improvvisatori “a bolu”, che ancora si sfidano in gare poetiche sui palchi di tutta l’Isola, dal cuore del Poeta sono scaturiti i versi, digitati sulla minuscola tastiera del cellulare, pronti per essere intonati “a tonu sardu”: nella modalità “a gosu”, come le lodi sacre; “a ballu tundu”, ritmando il ballo tondo; oppure come “cantu in re a chiterra”, canzone accompagnata con la chitarra.

Simmaco Cabiddu

 

Buon Natale

Spero che il Santo Natale,

Sia pieno di dolcezza.

Alla gente che sta male,

Mando un bacio e una carezza.

 

Lo posso solo mandare,

Perché non posso altrimenti.

Non ci possiamo abbracciare,

Dobbiamo stare attenti.

 

Mando le cose più belle,

Con le nuvole e con il vento.

Con la luna e con le stelle,

E tutto il firmamento.

 

Terra, Marte con Nettuno,

Giove, Venere e Plutone.

Che sia il duemila e ventuno,

Dolce come una canzone.

 

Quest'anno che tutto tace,

Tra il dubbio e la paura.

Arrivi salute e pace,

Una delizia futura.

 

Torneremo ai nostri giochi,

Per strada e nei giardini.

Con le bici, coi balocchi,

Abbracciati e più vicini.

 

Viva la serenità,

Che dona il Santo Natale.

Possa avere ogni città,

Almeno vita normale.

 

Balleremo tutti in tondo,

Stretti e presi per mano.

E tutti i bimbi del mondo,

Possano andare lontano.

 

Senza mascherina e guanti,

Ma nel modo originale.

Che sia per tutti quanti,

Un bel felice Natale.

Nicola Loi, 17 novembre 2020

 

Bona Pasca 'e Nadale

Cheria sa Pasca 'e Nadale,

Ch'esserat piena 'e dulcura

.E sa zente ch'istat male,

L'acabbet cun sa tristura.

 

Lu poto solu mandare,

No bat atera manera.

Ca no bos poto abbratzare,

Ma bos la mando sintzera..

 

Mando sas cosas pius bellas,

Cun sas nues e su bentu.

Cun sa luna e sas istellas,

E totu su firmamentu.

 

Terra, Marte cun Nettunu,

Giove, Venere e Plutone.

Siat su duamiza e vintunu,

Dulche che una cantone.

 

Mudos in su faghe-faghe,

Tra dudas e timorìa.

Arrivet salude e paghe,

Benes de ogni zenìa.

 

Torramus a bellos giogos,

In carrela e in giardinu.

Benint dae totu sos logos,

Cun s'allegria in sinu.

 

Vivat sa serenidade,

Chi nos istrinat Nadale.

Chi apat dogni tzitade,

Una vida de cabbale.

 

Amus a ballare a tundu,

Forte istrintos in manu.

Sos pitzinnos de su mundu,

Connoscant tempus galànu.

 

Totus sena sa caratza,

Ma che amigu corale.

Sena colores de ratza,

Unu serenu Nadale.

Nigolau Loi, su 17 de sant’Andria 2020

omunicato Stampa Su Nuraghe - a.b.

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