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Biellese Magico e Misterioso | 01 novembre 2020, 08:00

Biellese Magico e Misterioso: Andorno - Andorn e La ‘Madonna delle formiche’ di San Giuseppe di Casto

A cura di Roberto Gremmo

Biellese Magico e Misterioso: Andorno - Andorn e La ‘Madonna delle formiche’ di San Giuseppe di Casto

Fra le verdi colline che sovrastano Andorno, nascosto ed appartato, da tempo immemorabile la fede popolare ha eretto un piccolo e suggestivo santuario mariano, popolarmente noto come quello della “Madonna delle formiche”.

La chiesa campestre si trova a San Giuseppe di Casto, un paese dal passato glorioso che anticamente era chiamato “Sereno” ed è poco più in basso d’un altro borgo lindo e tranquillo che prende il nome di Capisano (colle salubre ?) tanto che il Casalis nel suo storico dizionario delle terre sabaude scriveva che i loro abitanti erano “di complessione robusta e di menti aperte”.

Il santuario della ‘madonna delle formiche’ è più conosciuto come “Oratorio dell’eremita” perché per secoli i pellegrini che salivano ad Urupa dalla val di Mosso si riparavano in un edifico, ora demolito, dove vivevano alcuni uomini di fede dediti alla meditazione ed alla preghiera. 

Tuttavia, l’edificio sacro dal nome singolare non si trova all’interno del paese ma sulla riva opposta del rio Sobbia che scorre in fondo ad una verde vallata dove pascolano serene le mandrie.

Partendo dalla chiesa di San Giuseppe, vistosi cartelli indicano la ‘strada degli eremiti’, si scende verso la roggia impetuosa, si risale dal lato opposto seguendo un sentiero fangoso e scosceso fra castagni secolari, ombrose conifere, atmosfere incantevoli delle selve, resti di baite che testimoniano un’antica e ormai perduta vita rurale e si giunge dove sorgono la chiesa ed alcuni edifici mal ridotti.

All’interno del santuarietto una statua della Madonna nera d’Urupa è solo in un angolo, perché nell’abside non vi sono simulacri sacri ma soltanto suggestivi e preziosi dipinti di scene neotestamentali.

E le formiche ?

Non risulta da nessuna parte che in passato abbiano fatto grandi danni nella nostra zona.

A San Giuseppe di Casto nulla, se non la tradizione popolare e brevi cenni sui cartelli indicatori, ricordano che la popolazione biellese si sarebbe rivolta alla Madonna per respingere gli insidiosi attacchi di quei fastidiosi insetti, incombenti ed inarrestabili nell’aggredire le scorte di cibo ed i germogli degli ortaggi.

Non è dunque troppo azzardato pensare che quel nome singolare non indichi un timore o un’avversione ma sia invece un timoroso omaggio di fronte a qualche misterioso evento naturale.

In un caso più unico che raro, l’esistenza delle formiche ha portato ad una vera e propria venerazione popolare per una loro singolare e direi quasi meravigliosa esistenza.

Sulle ubertose colline della val Tidone, nel Piacentino, nel comune di Nibbiano sorge solitario ed imponente un rilievo collinare che domina l’intera pianura, un luogo affascinante su cui è stato edificato da tempo immemorabile un santuario mariano, noto proprio col nome di “Madonna delle formiche”.

Come ben spiega la ricercatrice Bruna Boccaccia nel libro sugli itinerari devozionali del Piacentino, secondo una credibile tradizione, nel luogo in cui sorge nel lontano passato c’era un delubro, un tempio dedicato ad una divinità pagana della fertilità. Solo successivamente sarebbe stato trasformato in sacello dedicato alla Vergine detta “del monte”.

Che c’entrano le formiche ?

Sono le padrone del monte.

Per un incredibile ed inspiegabile mistero della natura, milioni di formiche con le ali, solinopsie volanti, ogni anno, verso la fine dell’estate, sciamano da ogni dove sulla cima di quella collina, si accoppiano e poi, concluso il loro ciclo di vita, si lasciano morire.

Il misterioso evento ha spinto gli antichi abitatori del luogo, immersi nella contemplazione dei misteri dell’esistenza, a santificare il rilievo.

Qualcosa di simile accadeva anche sulle colline di San Giuseppe di Casto ?

Sia nella chiesetta sopra il nostro rio Sobbia che in quella della val Tidone le feste religiose si svolgono fra gli ultimi giorni d’agosto e la prima domenica di settembre.

Questo articolo é estratto dal nuovo libro “I segreti dei paesi biellesi” per concessione dell’Editore “Ieri e Oggi” (via Italia 22 Biella tel. 015351006 - ierieoggi@tiscalinet.it).

Saremo grati a chi vorrà segnalarci altre realtà del Biellese segreto scrivendo a storiaribelle@gmail.

Roberto Gremmo

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