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Music Cafè | 28 ottobre 2020, 14:33

Il 2020 è l’anno della rinascita delle chitarre

Date quasi per spacciate negli scorsi anni, le chitarre per professionisti e amatori hanno registrato un incremento di vendite nell’anno della pandemia

Il 2020 è l’anno della rinascita delle chitarre

Sostituite da computer e sintetizzatore, le chitarre, negli assoli dei pezzi che scalano le hit, sono sempre più rare. E anche le vendite dello strumento iniziavano a registrare trend di preoccupante declino. La storica casa liutaia statunitense Gibson ha dichiarato nel 2018 bancarotta per via degli importanti cali delle vendite.

Poi è arrivata la pandemia e chiunque ha dovuto reinventarsi un impiego che andasse oltre le maratone di serie TV sul divano. Ecco cosa è successo alla sei corde e perché, almeno per il momento, non c’è da preoccuparsi del suo stato di salute.

I dati sconfortanti fino al 2019

Ormai solo i nostalgici del Rock rimpiangono gli assoli di chitarra nei brani che passano le radio o dal vivo, quando ancora si poteva assistere ai concerti. Oggi gran parte dei pezzi che scalano le classifiche sono realizzati con basi elettroniche, basta un portatile e poca strumentazione per ottenere brani orecchiabili e di sicuro successo.

Un tempo, a quanto pare molto lontano, per conquistare l’amore incondizionato dei fan era necessario saper muovere le dita con destrezza sulla tastiera. Quella della chitarra in modo particolare. La chitarra, con la sua elettrificazione, ha conosciuto il momento di maggiore gloria e popolarità durante gli anni ’60. Il primo rock ‘n roll, i Beatles e i Rolling Stone hanno reso iconica la figura del gruppo composto dai quattro elementi principali.

Pochi si sono innalzati a ruolo di divinità universalmente riconosciute, Jimi Hendrix è in testa alla suddetta rosa di eletti e senza tema di smentita. Protagonista di innumerevoli leggende metropolitane che lo vedono (chiaramente) investito del suo potere da Belzebù in persona, di fatto ha innestato in tante generazioni il germe dell’amore per la sei corde.

Negli ultimi anni, però anche il genere che ha decretato il successo delle chitarre ha smesso di prestare attenzione alle performance dei solisti. È tutto dire che degli emergenti Greta Van Fleet si ammiri proprio la capacità di inserire assolo di un certo livello, tant’è che il loro stile figura tra i più prossimi al plagio dichiarato che a un prodotto del nuovo millennio.

Le cattive acque in cui navigava il rock suonato hanno suscitato un effetto a cascata su Gibson, storica casa produttrice di alcune tra le sei corde più famose della storia della musica contemporanea. Nel 2018 il gruppo, fondato nel 1902, ha dichiarato bancarotta. Il disastro nei conti dell’azienda era diventato di dominio pubblico già da tempo. La causa da imputare al calo delle vendite delle chitarre per via del mancato interesse da parte dei giovani verso questo strumento. Fedeli al ruolo storico dell’azienda, però, i vertici hanno deciso di recidere le linee di prodotto diverse da quello centrale. Quindi la produzione di chitarre non era stata messa in discussione. Per fortuna.

La svolta del 2020

Nel 2020 Gibson ha dichiarato di avere venduto tutto lo stock di magazzino e di avere in cantiere una nuova produzione per rispondere ai nuovi ordini di chitarre ricevuti durante i mesi di lockdown.

Lo stesso ha dichiarato Fender, che prevede di chiudere l’anno con il maggior volume di vendite di chitarre dalla fondazione. Indici di crescita a due cifre che fanno ben sperare in un segnale positivo del mercato, e anche della riscoperta consapevolezza del valore delle chitarre.

Nel 2020 sono aumentate le vendite dei kit per iniziare a suonare, chitarra elettrica e amplificatore di base, come quelli che si possono trovare sul portale https://lachitarrafelice.it/.

La ragione di tanto successo? Non è inspiegabile.

A detta di quanto pubblicato sul New York Times, la risposta delle persone al periodo di reclusione forzata rappresenta la rinascita di una nuova consapevolezza. A quanto pare, imparare a suonare la chitarra è una di quelle attività che hanno il taumaturgico potere di farci stare bene con poco. Si tratta di una competenza cui potersi approcciare a vari livelli. Nella ricca gamma che va da strimpellatore a virtuoso, ci sono gradi di apprendimento alla portata di tutti. Riuscire a dominare una nuova competenza, e con la chitarra è solo questione di allenare la destrezza muscolare delle dita, infonde uno stato d’animo positivo e stimolante.

Un po’ come dire che, malgrado le cataratte di eventi nefasti che hanno caratterizzato quest’anno non ancora concluso, c’è sempre spazio per la speranza in un mondo migliore. E un mondo con più assoli di chitarra è migliore. Di sicuro.

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