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CRONACA | 27 ottobre 2020, 16:54

Lutto per Padre Epifanio Anglesio, per 5 anni guardiano di San Sebastiano

Il funerale si è svolto a Torino, mentre alle 20,30 di domani 28 ottobre, a Biella verranno celebrate in suo ricordo l'adorazione eucaristica e la veglia di preghiera

Lutto per Padre Epifanio Anglesio, per 5 anni guardiano di San Sebastiano

Comunità biellese in lutto per Padre Epifanio Anglesio, frate minore e padre guardiano della Basilica di San Sebastiano a Biella dal 2009 al 2014, mancato nell’infermeria di San Bernardino a Torino lo scorso venerdì 23 ottobre. Il funerale si è svolto a Torino, mentre alle 20,30 di domani 28 ottobre verranno celebrate in suo ricordo l'adorazione eucaristica e la veglia di preghiera nella Basilica di San Sebastiano.

Nato a Rocca Canavese (Torino) il 13 aprile 1922, Epifanio (Antonio) Anglesio è stato battezzato il 25 aprile del medesimo anno e cresimato il 15 aprile 1934. Dopo aver frequentato il Seminario minore a Saluzzo, è entrato nell'Ordine vivendo l’anno di Noviziato a Belmonte (TO) dal 19 luglio 1941, per poi emettere la sua prima professione il 28 luglio 1942, prima della Professione solenne il 18 ottobre 1946 a Torino. Dopo aver studiato a Saluzzo (medie e ginnasio), Casale Monferrato (liceo) e Torino (teologia) è stato ordinato presbitero a Torino il 29 giugno 1948. 

Di seguito il ricordo che Marina Schiavinato ha inviato alla redazione:

"Che persona meravigliosa padre Epifanio! Un sacerdote semplice che parlava in modo familiare, tenero e sempre col sorriso sulle labbra. Scriveva così: ”Sempre e solo nella Eucarestia e nella Confessione trovo le forze per andare avanti: i due perni della mia consacrazione sacerdotale”. Era sempre in cammino, non lontano da chi aveva accanto ma insieme a chi aveva accanto. Un pastore che sapeva di pecore, come diceva Papa Francesco. Un continuo dialogo con Cristo nel tabernacolo e ore e ore passate in confessionale.

“Anche se non viene nessuno, io sono qui, aspetto, il Signore potrebbe mandarmi qualcuno e io voglio esserci!”. Viveva in semplicità, mettendo amore in ogni cosa e questo lo si vedeva e traspariva. “Le cose straordinarie lasciale fare a Dio, tu occupati solo delle cose ordinarie, di vivere la vita semplice di tutti i giorni. Al resto ci pensa Lui”. E ancora: “Mettiamo nel cuore di un uomo un pizzico di coraggio” diceva “e vedremo fiorire sul suo volto la gioia, l’ardore, l’ottimismo, l’audacia, la fede, la speranza, l’amore”. Ecco cosa succedeva a chi andava a confessarsi da lui.

Aveva una parola buona per tutti e spronava ad essere migliori. Raccontava spesso di aver conosciuto Padre Mariano da Torino, frate cappuccino in TV negli anni ‘50, e di aver passato un po’ di tempo con lui in auto durante un viaggio conversando sul paradiso. Insomma alla fine dicevano entrambi di voler entrare in paradiso con la
“cadrega”, diceva sorridendo, grazie alla “cadrega” del confessionale! Ecco, penso che ogni persona che lo ha conosciuto può aggiungere a questi miei ricordi un pezzo di storia, un tratto di strada percorso insieme a lui, una frase da lui detta e conservata nel cuore, un suo gesto che è rimasto impresso nella memoria".

bi.me.

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