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CRONACA | 27 ottobre 2020, 09:56

Furia (PD): "Rabbia e frustrazione dilaga tra fasce sociali ma non si dica che sono stati i commercianti"

Dura replica del segretario regionale Dem contro ogni tipo di violenza sia di destra che di sinistra.

Furia (PD): "Rabbia e frustrazione dilaga tra fasce sociali ma non si dica che sono stati i commercianti"

"Ieri sera a Torino, ma anche in altre città d'Italia, abbiamo assistito a lanci di pietre, bottiglie, bombe carta, molotov, negozi devastati, dehors danneggiati, aggressioni: la rabbia e la frustrazione dilagano tra le fasce sociali colpite dalla crisi e che protestano per le misure del DPCM Conte dello scorso 25 ottobre, ma non si dica che sono stati i commercianti a distruggere le vetrine o a rovesciare i cassoni di immondizia. 

I fascisti di varie risme sono ben organizzati per spostare la protesta sul piano della violenza. Una violenza che va denunciata senza se e senza ma. A chi, da sinistra, guarda con indulgenza a questi episodi vorrei suggerire che c'è una bella differenza tra la Resistenza e l'insurrezionalismo che ha portato alla Marcia su Roma.

E che per essere di sinistra è dirimente saper riconoscere questo tipo di differenza. Altra cosa è la protesta pacifica, il cui significato va compreso. Mi pare evidente che questo nuovo DPCM rappresenti una mediazione faticosa e imperfetta tra una tendenza più severa ancora (lockdown generale) e una più morbida (tenere aperti ristoranti, palestre, sport, cinema, etc).

Si è fatta una scelta difficile: scoraggiare la vita sociale e i ritrovi tra le persone e dunque disporre un sostanziale coprifuoco, anche se la parola non piace, a partire dalle ore 18. L'effetto collaterale è che in questo modo ci rimettono gli attori che animano lo spazio sociale e culturali in cui viviamo e trascorriamo il nostro tempo libero. La protesta delle attività chiuse o con orario ridotto si salda con quella dei loro lavoratori, spesso precari o autonomi intermittenti, per questo non sempre coperti dalla sicura cassa integrazione ma da ben più precarie misure una tantum. 

Ecco perché, nella speranza che questo basti a limitare la curva dei contagi e a non sovraccaricare la sanità pubblica, il compito del Governo è fornire il prima possibile i contributi e i ristori alle imprese che hanno chiuso, tramite accredito diretto, e di accelerare l'erogazione delle una tantum per autonomi. Non so se basterà ma è chiaro che una politica forte di rilancio di questi settori ci vorrà. 

Si tratta non solo di imprese, ma di attività che vivono e fanno vivere i quartieri e le valli, che costruiscono parte dell'identità dei luoghi e non si può pensare che vadano a chiudere in massa nei prossimi mesi. Per questo dobbiamo fare quanto promesso e di più". Queste le parole di Paolo Furia segretario regionale PD. 

comunicato pd - f.f.

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