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ECONOMIA | 25 ottobre 2020, 07:30

Maltempo, Coldiretti: “SOS miele dopo la distruzione delle arnie”

Ai consumatori e all’agroindustria: privilegiamo miele il più possibile a km0.

miele coldiretti

Sta tornando, di pari passo con i primi freddi, la voglia di bevande calde, the e tisane. Per dolcificarli il miele è tra i prodotti più indicati, e può essere usato anche come ingrediente per preparare dolci, oltre che importante fonte di energie per l’organismo.    

Quest’anno però le produzioni locali sono particolarmente in difficoltà: il maltempo di inizio di ottobre ha dato un duro colpo al comparto apistico, facendo perdere oltre 3 mila arnie in tutto il Piemonte, di cui oltre la metà erano situate nelle nostre province tra il Novarese, il Vco, il Vercellese e il Biellese. Arnie che sono state completamente travolte dall’acqua e dal fango, alveari distrutti con la conseguente morte di intere famiglie di api.  

“I danni ammontano ad oltre 1 milione e 600 mila euro in tutto il Piemonte e vanno a sommarsi alle difficoltà che il comparto ha avuto negli ultimi anni tra siccità, gelate e spopolamenti che hanno provocato scarse produzioni, senza dimenticare, ovviamente, l’emergenza Covid. Rispetto a quest’ultima, grazie alle nostre sollecitazioni, è stata aperta dalla Regione la Misura 21 del Psr 2014-2020 a favore anche delle imprese apistiche colpite dalla crisi determinata, appunto, dal Covid che non godono degli aiuti previsti dai provvedimenti adottati a livello nazionale”, spiegano Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara – Vco e Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli - Biella.  

“Per quanto riguarda poi la vendita – continuano i due presidenti-  “il rischio è che venga incrementato ulteriormente l’arrivo massiccio di miele dall’estero che, spesso, di miele ha ben poco. A far concorrenza al miele Made in Piemonte non è solo la Cina, ma anche l’Est Europa da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo e che non rispetta i nostri standard qualitativi. Per questo ai consumatori ricordiamo di leggere con attenzione l’etichetta, poiché l’indicazione d’origine è obbligatoria per il miele, e di privilegiare gli acquisti locali anche per aiutare i nostri produttori. Le nostre province contano molti apicoltori, e presso i loro punti vendita aziendali si può acquistare a km0, oppure nei mercati di Campagna Amica di Novara, Trecate, Galliate, Bellinzago e Vercelli. È poi opportuno che anche l’agroindustria scelga il vero miele Made in Piemonte, attivando progetti economici di filiera che possano garantire la giusta valorizzazione del prodotto ed il lavoro degli imprenditori. È poi opportuno che venga resa omogena la legislazione comunitaria per non penalizzare le produzioni ottenute rispettando le rigide norme di sicurezza italiane rispetto a quelle dei Paesi con sistemi di controllo più permissivi”.

Comunicato stampa Coldiretti g. c.

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