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ECONOMIA | 24 ottobre 2020, 06:50

Biella: tessuto imprenditoriale che invecchia meno ma incontra più difficoltà nel gestire la pandemia

Piemonte Nord: le imprese dei servizi resistono al lockdown ma l’imprenditoria giovanile è in crisi. Presentato nella sede di Ascom Biella il rapporto annuale 2020.

Foto Claudia Rolando

Foto Claudia Rolando

Piemonte Nord: le imprese dei servizi resistono al lockdown, ma l’imprenditoria giovanile è in crisi  I primi dati del 2020 evidenziano un’ulteriore contrazione del tessuto imprenditoriale del Piemonte Nord (-0.3%), rispetto ai valori registrati al 31 dicembre 2019. L’avvento della pandemia ha contribuito a peggiorare una crisi già in atto da alcuni anni, che dal 2015 ad oggi ha portato alla chiusura di ben -2.891 attività (-3.3%), nel complesso dell’economia del Piemonte Nord. Una crisi che, in prima istanza, ha investito le imprese del sistema industriale (-6.7% dal 2015) e agricolo (-3.3% dal 2015), ma che a partire dal 2017 ha iniziato ad indebolire anche il principale settore economico dell’area, ovvero quello terziario (-1.4%).

Al 30 giugno 2020, il terziario si presenta con un totale di 54.285 unità locali attive (il 63.9% sul totale economia del Piemonte Nord), segnando una perdita di -182 imprese (-0.3%) nel corso di questo primo semestre. Nonostante il territorio mantenga una solida vocazione terziaria, le normative imposte dal Governo durante il periodo del lockdown hanno inevitabilmente influito sulle dinamiche di un tessuto imprenditoriale già in trasformazione, portando ad un’ulteriore riduzione delle sedi d’impresa locali (-0.4%) e colpendo prevalentemente le società di persone (-1%) e le ditte individuali (0.9%). Più in difficoltà l’area nord-occidentale, mentre risulta momentaneamente stabile la provincia di Novara (+0.02%), con un saldo di +5 localizzazioni terziarie rispetto ai valori di fine 2019. La maggior parte delle imprese attive si concentra nei comparti dei servizi (23.376 unità locali, pari al 43.1%) e del commercio (22.113 unità locali, pari al 40.7%), mentre la restante quota opera nel turismo (8.796 unità locali, pari al 16.2%).

Le difficoltà incontrate nel corso del primo semestre del 2020 sono più evidenti all’interno del settore commerciale (-1%), che nel breve tempo del lockdown vede la chiusura di -231 esercizi, equamente distribuiti tra le province del Piemonte Nord. Nonostante le normative di sicurezza abbiano maggiormente penalizzato settori come la ristorazione, le strutture ricettive e le agenzie di viaggi, le attività turistiche (-0.1%) si dimostrano resilienti, subendo una minima flessione di -13 unità, prevalentemente concentrate nell’area del vercellese (-0.7%). Continuano invece a crescere le aziende dei servizi (+0.3%), anche se ad un tasso lievemente inferiore a quello registrato nel 2019 (+0.4%), apportando al sistema terziario +62 nuove localizzazioni, ripartite quasi interamente tra le province di Novara (+0.6%) e Verbano Cusio Ossola (+0.6%).

Le stesse tendenze trovano riscontro dai dati emersi sull’andamento imprenditoriale di questi primi mesi, che evidenziano la perdita di -35 imprenditori (-0.1%) nell’area del Piemonte Nord, concentrata per lo più nelle province di Biella (-0.3%) e di Vercelli (-0.6%). Le contingenze legate alle particolari condizioni del periodo hanno favorito l’emergere di nuove figure nel settore dei servizi (+0.7%), che registra l’ingresso di ben +202 imprenditori. Opposta la situazione negli altri comparti del terziario, dove chi esercita un’attività economica risulta in calo di -52 unità nel turismo (-0.5%) e di -185 nel commercio (-0.8%). A preoccupare maggiormente, però, è il continuo aumento del gap generazionale tra le giovani leve (-9.2%) e gli imprenditori in età pensionabile (+7.2%). Dati, questi, che vanno ad aggravare il trend riscontrato negli ultimi cinque anni, che indica un costante invecchiamento del tessuto imprenditoriale, con una regressione dei giovani under 30 del -22.8% e un rispettivo aumento degli over 70 del +21%, dal 2015 ad oggi.

Biella: un tessuto imprenditoriale che invecchia meno ma incontra più difficoltà di altri nel gestire la pandemia  All’interno del quadro economico provinciale, il tessuto imprenditoriale del settore terziario è risultato in diminuzione nel corso del primo semestre 2020 (-0.7%, pari a -82 unità locali rispetto al 31 dicembre del 2020), registrando a fine periodo un totale di 11.824 imprese attive in provincia di Biella. La contrazione dei primi mesi dell’anno (la più severa fra le provincie del Piemonte Nord) ha riguardato le sedi d’impresa (-0.8%, pari a -77 unità locali) e le filiali con sede principale in provincia (-0.9%, pari a -12 unità locali), che evidenziano un calo a fronte di un leggero aumento delle altre unità locali secondarie.

All’interno dei singoli comparti terziari, le imprese del commercio presentano nuove difficoltà nel superare gli effetti della crisi che sta influenzando l’andamento del comparto negli ultimi anni, ulteriormente indebolite dalle normative di sicurezza dettate dalla recente pandemia Covid-19. Nei primi mesi del 2020, si è assistito alla perdita di -66 esercizi commerciali (-1.4%), per la maggior parte attivi nella distribuzione al dettaglio (-2.4%) e in particolare nel reparto “Alimentare” (-2%), che più di altri sembra aver subìto il peso del lockdown. Risultano stabili nel complesso le attività turistiche, al cui interno crescono quelle dedite alla “Ristorazione” (+0.4%) e diminuiscono quelle degli “Alberghi e strutture ricettive” (-3.4%).

In questo contesto, il comparto dei servizi (-0.3%, pari a -13 unità locali) evidenzia una controtendenza rispetto all’andamento riscontrato nelle province del Piemonte Nord e a livello regionale. In diminuzione già dal 2018, le attività dei servizi (a differenza delle altre province del Piemonte Nord, dove risultano in aumento nel corso del primo semestre 2020) non sembrano aver colto le opportunità di cambiamento legate alla pandemia, mantenendo un trend in diminuzione. A calare sono le realtà imprenditoriali dei “Servizi alla persona” (-0.9%) e di quelli cosiddetti “Misti” (-0.4%), comprendenti ambiti inerenti sia all’impresa che alla persona, fra i quali si evidenziano le attività degli “Studi di architettura e ingegneria”, di “Riparazione e noleggio di beni per uso personale” e di “Lavanderie, parrucchieri e centri benessere”.

L’andamento imprenditoriale risulta in linea con le tendenze riscontrate nel corso delle precedenti annualità. Al 30 giugno 2020 si contano un totale di 16.231 imprenditori in provincia di Biella, il 25.4% dei presenti nel Piemonte Nord. In controtendenza con i trend riscontrati nel più ampio contesto regionale, ma in linea con quelli della macro-area in esame, diminuisce il numero di imprenditori terziari della provincia (-0.3%, pari a -52 figure). Un risultato, questo, fortemente condizionato dalla contrazione riscontrata nel commercio, dove si assiste alla perdita di -66 figure (-1.3%), fra titolari, soci e amministratori di attività.

In calo anche gli imprenditori del turismo (-0.3%), mentre si osserva un leggero aumento nei servizi (+0.2%). I dati evidenziano, anche in ambito provinciale, un aumento delle figure over 70 (+5.5%) e una parallela diminuzione di quelle under 30 (-7.6%), indice di un progressivo invecchiamento dell’età imprenditoriale, che sta interessando oramai da anni l’intero territorio regionale, anche se in misura inferiore rispetto alle altre province del Piemonte Nord. 

comunicato ascom - f.f.

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