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POLITICA | 21 ottobre 2020, 06:50

Audizione Seab, scintille in Consiglio tra il Cda e la minoranza

Il consigliere di Lista Civica Biellese Paolo Robazza: "Luca Rossetto è nel Cda dal 2018: perchè non ha suggerito prima le soluzioni proposte oggi?". La replica del presidente: "Nel mio precedente ruolo di consigliere indipendente non avevo accesso agli atti della società, e la politica è stata relazionata nell'ottobre del 2019".

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Foto di Studio Fighera

"Luca Rossetto è nel Cda di Seab dal 2018: perchè non ha suggerito prima le soluzioni proposte oggi?".

Questa è la domanda proposta dai consiglieri di minoranza Marta Bruschi del Partito Democratico e Paolo Robazza, capogruppo di Lista Civica Biellese, che ha infiammato il dibattito del consiglio comunale di Biella di lunedì 19 ottobre, dopo la relazione del Cda Seab sullo stato della società.

Chiara è stata la risposta del presidente Luca Rossetto: "La differenza tra il ruolo di consigliere di amministrazione indipendente, ruolo che ho ricoperto dal 2018 fino a luglio scorso, e quella di presidente, che ha poteri di amministratore delegato, è sostanziale, in quanto prima non avevo accesso agli atti della società. Da presidente ho messo a fuoco situazioni che prima non avevo compreso, come la cessazione delle linee di credito delle banche dopo il bilancio del 2018, che non è stata comunicata al Cda. Io ho comunque espresso la mia opinione su ogni delibera ed ho relazionato la politica nell'ottobre del 2019".

Non sono mancate scintille anche tra Robazza ed altri due membri del Cda, gli avvocati Andrea Basso e Luca Zani. All'accusa nei confronti di Basso, in qualità di esponente del PD, di proporre il ritorno alla TARI da parte del partito che aveva introdotto la TARIP, Basso ha risposto di essersi iscritto al PD in epoca recente, molto dopo l'introduzione della TARIP a Biella, e di essersi dimesso dalla segreteria cittadina del PD dopo la sua nomina nel Cda di Seab. All'appunto di Robazza che, oltre al Villaggio Lamarmora, ci sono altre zone della città sporche, Zani ha proposto il suo contatto telefonico per le segnalazioni.

Altro tema sollevato da Robazza e Bruschi: l'aumento, previsto tra il 7 ed 10%, delle tariffe rifiuti. In particolare il presidente Rossetto ha risposto alle obiezioni di Bruschi circa un aumento degli insoluti conseguente a quello delle tariffe, e circa un eventuale scorporo dal recupero degli insoluti delle utenze non domestiche penalizzate dal Covid. "Dissento sul punto che un aumento ragionevole delle tariffe, come quello proposto, comporti un aumento degli insoluti perché chi non ha mai pagato continuerà a farlo, e viceversa. Il problema delle tariffe non è nostro, ma è rimesso alla fiducia del consiglio comunale, che è assemblea sovrana. Quanto allo scorporo causa Covid noi conosciamo gli anni di insolvenza dei debitori".

Più moderato l'intervento del presidente del consiglio comunale, Marzio Olivero, il quale ha chiesto le tempistiche della diminuzione dell'insoluto e della ripartenza autonoma di Seab. "Il Cda - ha detto Rossetto - è formato da professionisti qualificati e disinteressati: noi daremo tutti gli strumenti alla città di Biella per il passaggio alla TARI, per l'aumento di capitale e per ridurre l'insoluto".

"Il recupero dei crediti - ha aggiunto Zani - è compatibile con i tempi dell'esazioni. Alcuni decreti ingiuntivi emessi da Seab sono stati opposti dai debitori, mentre su altri abbiamo ottenuto la procedura per attivare il recupero esecutivo". "Le delibere dei 4 comuni TARIP Biella, Cossato, Vigliano Biellese e Gaglianico, - ha chiosato Basso - devono essere adottate entro la fine dell'anno in modo da passare a TARI nel 2021, ed, entro metà gennaio, deve essere deliberato dall'assemblea straordinaria di Seab l'aumento di capitale. Con queste condizioni l'approvazione del piano concordatario da parte del Tribunale avrà probabilità prossime alla certezza".

In piena sintonia con il nuovo Cda di Seab l'intervento del capogruppo della Lega Alessio Ercoli: "Condividiamo l'intenzione del Cda di di salvare l'azienda, da una parte per salvaguardare il posto di lavoro degli oltre 200 dipendenti, in particolare nella difficile situazione causata dal Covid, e dall'altra per mantenere il servizio di raccolta rifiuti a Biella. Abbiamo apprezzato i progetti di lavoro e le iniziative già messe in atto, ma anche ammissioni di errori che sono stati fatti in passato. Ora, però, vogliamo guardare al futuro. L'abbiamo fatto con 4 domande tecniche, non politiche, alle quali abbiamo ricevuto risposte puntuali per cui ci riteniamo soddisfatti. Confermiamo la nostra fiducia al nuovo Cda, consapevoli che il Comune di Biella ha fatto la sua parte con la previsione di aumento di capitale. Serve ancora lavoro, noi oggi abbiamo anche avanzato consigli ed espresso dubbi, ma è chiaro che il salvataggio dell'azienda non possa gravare sulle tasche dei cittadini che hanno sempre pagato le bollette".

Alessandro Bozzonetti

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