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SPORT | 20 ottobre 2020, 06:50

Dal popolo dei runner un lettore ci scrive: "Anche correre è diventato un mestiere difficile"

Un'immagine della Biella-Santuario di Oropa 2020

Un'immagine della Biella-Santuario di Oropa 2020

Riceviamo e pubblichiamo:

"Rieccoci noi, popolo runner, nella situazione che abbiamo vissuto nei mesi di pieno lockdown da fine marzo inizio aprile. Si ripiomba nell'ansia e nella preoccupazione che ci impediscano di mettere scarpette e maglietta per correre in strada o in qualsiasi luogo aperto al pubblico.

Le circolari di questo governo (come tante) mandano in confusione e non solo me, ma anche chi di leggi se ne intende. "Sono esentati dal mettere la mascherina coloro che abbiano in corso l'attività sportiva e non quella motoria non esonerato invece dall'obbligo in questione". Grande confusione per tutto il popolo runner, quale differenza fra attività motoria e attività sportiva?

Comincia subito un via vai tramite WhatsApp per cercare di capire, ma menomale che poche ore dopo tutto si risolve: "Chi corre non deve indossare la mascherina". Un sospiro di sollievo perché tutti salvi, o quasi. Mi spiego meglio: viene spontaneo chiedersi i marciatori, camminatori veloci, passeggiatori, sono sportivi? Per loro i battiti cardiaci aumentano? I muscoli si attivano e producono acido lattico? L'aerobica si sviluppa? Boh! Grande confusione.

Eppure per noi runner non è raro che la corsa venga alternata alla camminata veloce, vuoi per un infortunio, stanchezza o altro tipo nel senso perché non ne hai più e allora cosa fare? Forse è meglio portare al seguito una mascherina, ma dove la mettiamo? Come la portiamo? Per evitare che si sporchi, laceri o si contagi? Consideriamo anche il fatto e le sensazioni provate di venire guardati come untori, responsabili di tale situazione e non rispettosi delle regole.

Consideriamo anche il fatto di dover cercare luoghi defilati poco "trafficati" per la preoccupazione di essere controllati da polizia, carabinieri, vigili urbani e quindi il dovere di portare a seguito i documenti necessari per tale identificazione con la problematica di aver timore di perderli, rovinarli o altro. Poi mi metto nei panni delle forze dell'ordine, che rispetto oltre ogni cosa, ma mi chiedo come fanno a capire chi è runner, camminatore veloce, marciatore o un semplice jogger della domenica? Conclusione: è diventato un mestiere difficile anche correre, quasi si fosse la causa di tale situazione o la possibilità di un aggravamento".

Roberto Rossi - Gruppo Amici Corsa Pettinengo

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