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COSTUME E SOCIETÀ | 20 ottobre 2020, 17:56

Coldiretti: "Diminuisce la produzione, ma resta ottima la qualità delle castagne piemontesi"

"Lo stop di sagre e fiere pesa su valorizzazione dei prodotti Made in Piemonte"

Foto di repertorio

Foto di repertorio

L’autunno richiama alla mente le castagne che, effettivamente, quest’anno, grazie ad un mese di settembre particolarmente caldo, sono già mature e pronte da raccogliere nei boschi piemontesi.In Piemonte sono 12.000 gli ettari di castagneto da frutto coltivati, la produzione è di 140 mila quintali per un fatturato che sfiora i 20 milioni di euro.

Un ritorno atteso dopo che in alcune zone era stata rischiata addirittura l'estinzione per la presenza del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) proveniente dalla Cina, che da anni infesta i boschi lungo tutta la Penisola provocando nella piante la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni. Sul fronte commerciale, i prezzi si stanno attestando, in base alla pezzatura, da 1,5 a 2 euro/Kg, si arriva a 5 euro/Kg per la castagna Cuneo Igp, oltre i 5 euro/Kg per i marroni di Cuneo e dai 5 ai 9 euro per i marroni della Val Susa Igp. 

“Da un punto di vista quantitativo quest’anno abbiamo registrato un calo produttivo del 20% rispetto allo scorso anno per danni imputabili al clima: prima la nevicata del novembre 2019, il cui peso spezzò diffusamente i rami ancora carichi di foglie nei castagneti, poi le grandinate estive. Molto buona, però, la qualità sinora riscontrata dei frutti, la cui raccolta proseguirà sino a fine ottobre nelle zone collinari e montane", spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale.

"Il Piemonte, oltretutto, vanta due Igp: la castagna Cuneo ed il marrone della Val Susa che vanno sicuramente valorizzate dal mondo commerciale con azioni promozionali mirate affinché l’Igp  non resti una semplice dicitura ma diventi uno strumento di crescita economica a beneficio dei produttori e del territorio. Ai consumatori consigliamo sempre di far attenzione nel momento dell’acquisto poiché il rischio può essere quello di portare a tavola castagne straniere, provenienti soprattutto da Portogallo, Turchia, Spagna e Grecia, considerato che le importazioni nel 2019 sono risultate pari a ben 32,8 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori".

Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori. "Certo, quest’anno a pesare sulla promozione e valorizzazione delle nostre castagne, e più in generale dei prodotti simbolo del Piemonte, c’è la chiusura di fiere e sagre, a causa della risalita dei contagi da Coronavirus, che erano anche l’occasione per i consumatori di acquistare davvero il meglio del Made in Piemonte, oltre che di conoscere il territorio. Alla luce di questa situazione, resta fondamentale prestare attenzione alla qualità ed acquistare presso i punti vendita aziendali o nei mercati di Campagna Amica per assicurarsi vere castagne piemontesi”.

comunicato coldiretti - f.f.

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