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AL DIRETTORE | 07 ottobre 2020, 19:34

Lettere dalla Valle Cervo: “Frane e devastazione ovunque. Rosazza è stata colpita al cuore”

lettere valle cervo

Riceviamo e pubblichiamo:

“Sono un 'furest' eppure mi sento di Rosazza. E' venerdì e sono a Rosazza come tutti i fine settimana. Venerdì 2 Ottobre 2020: una data che sarà difficile da dimenticare. Dal pomeriggio piove e verso sera la pioggia si fa più insistente fino a raggiungere intensità da vero diluvio. Si sente il tumultare del Cervo ma in valle alla “ bura “ si è abituati e al momento non do molta importanza. Col passare del tempo il rumore del rotolare dei massi avverte che la “ bura “ è più forte del solito e mi mette in allarme infatti poco dopo arriva la prima brutta notizia : frane in Valle di cui una proprio vicino a Rosazza che isola il paese.

La preoccupazione sale ma mi sento al sicuro nella mia calda casa costruita con la dura pietra della valle. Si tarda ad andare a dormire per la preoccupazione ma verso le 4 cedo alla stanchezza e vado a coricarmi. Pochi minuti dopo..l'urlo ! C'è fuoco nel bosco ! Cavolo dico io fuoco con tutta questa pioggia ?...mi vesto frettolosamente e poco dopo, nel buio completo, sono diretto al bosco dietro casa, alcune piante sono cadute contro la linea dell'alta tensione, dai fili escono incredibili fiammate e alcune piante vanno a fuoco.

Sono lì che guardo e mi rendo conto di quanto siamo piccoli e impotenti davanti alla natura e ai suoi eventi. Oramai sono fuori casa e sotto un pioggia scrosciante mi dirigo verso il paese, la scalinata che costeggia la chiesetta è un vero torrente, una massa d'acqua incredibile che si riversa verso la strada sottostante, scendo ancora ma quando arrivo nelle vicinanze della strada provinciale il rumore del Cervo è così spaventosamente forte che mi paralizza e decido di rientrare a casa. Finalmente è giorno e scendo subito verso il paese e alla vista delle condizioni in cui si trova la zona del Circolo del Tennis mi rendo subito conto che è successo qualcosa di crudelmente grave.

Rosazza è stata colpita al cuore. Frane e devastazione un po' ovunque, il ponte storico che portava alla vecchia cava è crollato, il ponticello pedonale che attraversava il torrente si ferma nel vuoto perché il Cervo si è inghiottito tutta la sponda della Regione Fornaca. Guardo il Cervo e lui incurante di avermi spezzato il cuore continua la sua corsa verso valle lasciando dietro di se tanta rovina ma io continuerò ad amarlo perché amo Rosazza”.

Giovanni Gallazzi

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