COSTUME E SOCIETÀ - 27 settembre 2020, 06:50

Esperienze che fanno bene al cuore: Il racconto di una giovane volontaria al Cim

La storia della studentessa biellese Francesca Castoldi che ha fatto 10 mesi di alternanza scuola-lavoro nella struttura

Esperienze che fanno bene al cuore: Il racconto di una giovane volontaria al Cim

La mia esperienza in un centro diurno per persone con una problematica mentale è stata una delle più gratificanti del mio percorso scolastico. Parto con il dire che non tutte le persone sono propense a questo genere di attività e nessuno deve sentirsi in obbligo di esserlo. La mia esperienza è durata dieci mesi: ogni giorno cresceva in me la consapevolezza di essere una ragazza che ama relazionarsi con tutti, anche coloro che non vengono mai ascoltati. La società dipinge luoghi come questi come strutture all’interno delle quali ci sono donne e uomini legati con la camicia di forza, incapaci di intendere e volere, violenti verso il prossimo e altre caratteristiche negative.

Un po’ per colpa di questo pregiudizio infondato, sono partita con un lieve timore, come tutti i ragazzi che hanno fatto questa esperienza: ricordo la prima riunione con le psicologhe e gli educatori della struttura, che hanno sottolineato come non ci fossero soggetti né violenti né aggressivi e che mai si era verificato un caso di aggressione verso un operatore.

Il primo laboratorio che mi hanno affidato era ogni giovedì pomeriggio: un’ora nella quale ci si riuniva con i ragazzi che avevano deciso di partecipare. Si partiva da una riflessione rispetto qualche tema di attualità o che aveva colpito in particolar modo l’attenzione di alcuni di noi e da lì, si apriva una vera e propria riflessione scritta, nella quale ognuno era libero di esprimere il suo pensiero. Ognuno si doveva sentire totalmente se stesso, senza aver paura di essere giudicato. Purtroppo poi, il referente è andato in pensione e io ho cambiato attività passando alla pasticceria.

Premettendo che le mie doti culinarie sono sotto la soglia del “pessimo”, ho accettato volentieri e ho conosciuto altri ragazzi, diversi da quelli del corso precedente. Nonostante fossi una frana totale, ricorderò sempre questo corso con un sorriso smagliante dato dai miei errori, da quelli dei ragazzi e dalle scorpacciate di bugie che durante il periodo di febbraio facevamo rigorosamente a mano e con amore. Finito il periodo scolastico, mi rimanevano ancora poche ore da fare che avevo deciso di sistemare nel periodo estivo.

Le attività erano diverse e più frequenti rispetto a quelle invernali ma mi sono divertita moltissimo. Spero che questa mia testimonianza serva a tutti: ragazzi e genitori. Ai ragazzi per comprendere che molte volte ciò che ci dipinge la società è l’opposto della realtà e per riflettere sul valore di ciò che abbiamo, ai genitori perché devono capire che all’interno di questa struttura ci sono semplici esseri umani con qualche ferita in più da curare. Ecco, dovremmo ricordarci che per quanto lo status sociale conti, siamo tutti esseri umani e in quanto tali meritiamo tutti amore.

Francesca Castoldi - Newsbiella Young

Ti potrebbero interessare anche:

SU