COSTUME E SOCIETÀ - 20 settembre 2020, 09:38

Lezione all'aperto al Liceo di Cossato, il simbolo di una ripartenza tranquilla

Lezione all'aperto al Liceo di Cossato, il simbolo di una ripartenza tranquilla

Un gruppo di ragazzi che segue tranquillamente una lezione in una tensostruttura all’aperto. A volte un’immagine dice più di tante parole. Una settimana fa la scuola sembrava ancora un cantiere, mancavano solo tre giorni alla partenza e ancora si misuravano distanze, si collegavano i PC, tantissimi docenti non risultavano ancora nominati e si studiava come applicare la circolare arrivata all’ultimo momento a complicare le cose.

Poi lunedì la scuola è iniziata e, fin dal primo giorno, il meccanismo ha iniziato a girare. In questi giorni due terzi circa degli studenti hanno seguito le lezioni a scuola mentre un terzo si è collegato da casa: in questo modo i bus hanno potuto trasportare tutti gli studenti. Certo gli orari di un paio di linee sono da aggiustare, ma accadeva anche gli altri anni. Nella sede di Cossato, per anni afflitta da problemi di spazi, nuove aule sono state ricavate un po’ ovunque: tre le ha messe a disposizione a Villa Berlanghino il comune di Cossato, chiedendo un sacrificio agli amici di Sonoria che hanno accettato senza lamentele.

Gli operai della Provincia hanno ricavato a tempo di record una nuova aula dalle stanzette che un tempo alloggiavano il custode. I docenti hanno sacrificato la loro aula e si sono trasferiti in un atrio e l’aula Magna per il momento è diventata “la 5D” e il laboratorio di Scienze da poco rinnovato resterà per un po’ semplicemente “la 1E”. C’è posto per tutti e questo conta. Alla fine ciò che sembrava difficile, quasi impossibile, si è rivelato non semplice, ma comunque fattibile, reso più facile dalla collaborazione di Studenti e famiglie. 

Un esercito composto da docenti e personale lunedì mattina era pronto a gestire confusione e incertezza e si è trovato ad osservare i ragazzi entrare ordinatamente distribuendosi tra i vari accessi, con pronta l’autocertificazione che gli era stato chiesto di portare solo 12 ore prima. In una settimana, sarà che è la prima, nessuno si è lamentato delle regole scomode e delle restrizioni, come la mancanza dell’intervallo o il fatto che alcuni docenti non concedevano neppure la sacrosanta pausa di 5’ in classe: i problemi ci sono stati, ma sono stati segnalati in modo pacato, per risolverli, non per far polemiche.  

La scuola, dopo tutto il rumore e le polemiche, è ripartita. Non è la solita scuola, ma è di nuovo scuola. Sappiamo che per motivi che non possiamo controllare domani potremo ritrovarci ad affrontare lockdown più o meno estesi, ma per il momento va bene così e la foto di un gruppo di ragazzi che, ospitato dalla nuova tensostruttura, si gode tranquillo un po’ di arietta mentre segue una lezione all’aperto è una buona sintesi di questa temutissima prima settimana di scuola con il Covid.  

Redazione Newsbiella Young

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